Nicola Scaldaferri
Voci e suoni tra due mondi
In uscita a metà ottobre, ora in pre-order a 15 euro invece di 18
Giuseppe Chiaffitella tra San Costantino Albanese e New York
2026, f.to 16x23, 128 pp., 58 foto in b/n e a colori, con video e brani audio tramite QR Code, € 18
Laj Pepini Shirokut, all’anagrafe Giuseppe Chiaffitella (1900-1980), è rimasto vivo nella memoria degli abitanti di S. Costantino Albanese come lo “zio d’America”, l’amico dei giovani e dello sport, fautore del primo campo sportivo su un proprio terreno donato poi alla parrocchia.
Trasferitosi giovanissimo a New York a seguito del padre, alla vigilia della grande guerra, per decenni si è prodigato per tenere vivi i contatti tra il suo paese di origine e la comunità degli emigranti di New York, grazie ai suoi numerosi viaggi in nave e a un uso pionieristico della fotografia e delle registrazioni sonore. Le immagini e le voci di parenti e amici, registrate e fatte viaggiare tra le due sponde dell'oceano, contribuivano a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità transnazionale tra chi era rimasto in paese e chi era emigrato in America.
Con un ampio apparato di documenti sonori, video e fotografici appositamente digitalizzati e restaurati, il volume ripercorre le tappe di una vicenda che esce dalle ristrette vicende di un piccolo paese arbëresh e delle sue storie di emigrazione per allargarsi a temi di interesse più generale, intersecando gli studi sulla diaspora e sui media grazie ai materiali multimediali utilizzati da Chiaffitella con una solida conoscenza delle loro specificità tecniche, e con una visionaria consapevolezza delle funzioni e dei significati che possono svolgere nei processi di comunicazione.
Dall’Introduzione
(...) Dalle chiacchierate con Stella Scutari emergono aneddoti, dettagli curiosi e inattesi, tra cui la notizia del "grammofono" che registrava le voci, appartenuto a Giuseppe Chiaffitella, approdato come Lorenzo ed Emilio Scaldaferri nella Little Italy della New York di inizio Novecento. Di Chiaffitella ancora si ricordavano in paese tante cose: era un grande compagnone, scattava fotografie che spediva ai suoi compaesani e molte di queste foto circolavano tra le famiglie ed erano identificabili grazie alle sue inconfondibili dediche firmate. Una volta rientrato in Italia, Chiaffitella aveva realizzato il primo campo sportivo donandolo alla parrocchia; promuoveva partite di calcio, incontri di boxe, organizzava i cori per la notte di Natale e l'alba di Pasqua per il canto del Christos Anesti. Io stesso avevo dei ricordi d'infanzia di Chiaffitella, della sua stretta relazione con la mia famiglia e del suo ruolo di concertatore del Christos Anesti, seguito dalle visite a casa sua per consumare la rituale colazione della mattina di Pasqua.
Del tutto nuova per me era però la notizia che "registrasse dischi", e addirittura che "facesse il cinema" davanti casa. Molte delle vecchie cose appartenute a Chiaffitella si trovavano nella soffitta di Stella, dove erano state portate a seguito della sua scomparsa e della vendita della sua casa. Da una vecchia scatola della soffitta emersero una quindicina dei suoi dischi. In realtà non si trattava di dischi, bensì di nastri magnetici risalenti al secondo dopoguerra. Sulle loro custodie erano annotate in dettaglio le indicazioni di date, luoghi e persone: 1957 La prima communione [sic] dei bimbi...le campane in festa della chiesa di S. Costantino albanese; La voce dei parenti, ed amici di S. Costantino Albanese - ai loro cari in America anno 1958; La famosa risata di Fiorina Calimano 1960, Brooklyn SU; Le nuove zampogne di Pietro Chiopes 1960, e così via.
Si era solo all'inizio di un percorso di scoperta che grazie a Stella e alla figlia Rosalba, avrebbe riservato elementi via via più sorprendenti. Se inizialmente i racconti su Chiaffitella potevano sembrare avvolti da un'aura fantasiosa e peccare di esagerazione, le testimonianze che andavano emergendo fornivano invece consistenza a un personaggio dai tratti fuori dal comune. Dalle storie e dai ricordi familiari di stretto interesse locale si stava passando ad una figura la cui singolarissima esperienza era capace di illuminare vicende inedite del complesso mondo dell'emigrazione verso l'America, fornendo un contributo unico ed originale alla loro conoscenza, soprattutto sulle tematiche inerenti l'uso dei mezzi di registrazione.
Dopo i nastri magnetici, la soffitta e i cassetti di Stella Scutari avrebbero restituito tanti oggetti e ricordi di Chiaffitella: una fotocamera a soffietto Comet degli anni '30; un magnetofono Recordio degli anni '50; numerose stampe fotografiche scattate dagli anni '30 in poi, molte delle quali con dediche autografe; due paia di guantoni da pugilato; pellicole filmiche 8mm e un cineproiettore americano DeJur degli anni '60, con il trasformatore per il voltaggio italiano, con cui Chiaffitella "faceva il cinema" su un lenzuolo appeso davanti casa radunando tutto il vicinato.
Nel 2015, durante una pulizia approfondita della soffitta, venne recuperata una scatola metallica con circa duecento negativi di fotografie scattate in paese e in America da Chiaffitella dagli anni '30 in poi, che hanno permesso di far risalire alla sua Comet decine delle vecchie foto che circolavano per il paese, oltre a rivelare immagini mai viste prima, tra cui numerosi scatti a colori. Ancora nel 2017, Stella ritrova un blocco di carte: lettere, poesie, un diario, spartiti musicali risalenti ai suoi anni americani e alla sua partecipazione come cantante al Coro D'Italia della Columbia. Contemporaneamente all'università di Milano, presso il LEAV-Laboratorio di Etnografia Audiovisuale, era iniziato un lavoro di recupero e di digitalizzazione dei materiali ritrovati, che trovarono un primo utilizzo in un capitolo dedicato a Chiaffitella nel libro Sonic Ethnography (Ferrarini-Scaldaferri 2020).
Un'ulteriore sorpresa si verifica nell'estate del 2025 quando Rosalba individua, tra i vecchi dischi 78rpm portati dal nonno Lorenzo assieme al grammofono, anche alcuni dischi in acetato Soundcraft Presto, di fattura artigianale, con delle scritte a mano sulle etichette: Canti corali della chiesa di S.C.; Canti albanese [sic] in campagna; Michele Garaffino canta Margherita. La scrittura era quella di Chiaffitella; i dischi erano stati incisi con dei fonoincisori artigianali, diffusi nei negozi di dischi nell'America del secondo dopoguerra. Chiaffitella in effetti registrava anche i dischi, sui quali montava registrazioni precedentemente fissate sui nastri; questo al fine di garantire una più larga circolazione dei materiali sonori grazie alla possibilità di riproduzione offerta dai giradischi.
E ancora, nel maggio 2026, quando questo lavoro era in drittura d'arrivo, la soffitta ha restituito ancora delle registrazioni sonore: Le antiche zambogne [sic] delle nostre placide montagne, ed i canti della nostra gente. Suonatori: Renzi Traves e Pietro Chiopes canto: comare Stella Ciafandi - e Pietro Chiopes.
L'esplorazione della singolare vicenda di Chiaffitella si sarebbe rivelata un percorso di scoperta continua, in grado di uscire dalle ristrette vicende familiari di un piccolo paese arbëresh per allargarsi a temi di interesse più generale, intersecando studi sulla diaspora e sui media; questo grazie alla specificità dei suoi materiali fotografici e filmici e, soprattutto, delle sue registrazioni sonore, utilizzate non solo con una solida conoscenza delle loro specificità tecniche, ma soprattutto con una visionaria consapevolezza delle funzioni e dei significati che possono svolgere nei processi di comunicazione.
I documenti sonori
1. Saluto del parroco e delle suore agli arbëresh in America (1'15'')
2. E bukur je më se dielli (Bella sei più del sole) (3'28'')
3. Margheritella (2'37'')
4. Terra straniera (2'12'')
5. Valzer per violino e chitarra (1'20'')
6. Messaggi di saluto ai parenti in America (2'25'')
7. Messaggi di saluto ai parenti in Italia (1'01'')
8. Canto a zampogna (3'35'')
9. L'ultima vallja, lunedì di Pasqua 1957 (4'35'')
10. Sonde kta ilzit më shkilqenjen (Stanotte queste stelle brillano) (0'51'')
I video
1. Raduno di costumi tradizionali arbëresh (2'53'')
Cosenza, 1964
2. Nusazit (3'08'')
San Costantino Albanese, festa della Madonna della Stella, 9 maggio 1965.
Fotogallery
Etnomusicologo dell’Università di Milano, Nicola Scaldaferri si occupa di musica elettroacustica e di pratiche musicali dell’Italia meridionale, dei Balcani e dell’Africa occidentale. Per Squilibri ha pubblicato numerosi volumi tra i quali Due ritratti dal Ghana, Le zampogne a Terranova del Pollino e, con Stefano Vaja, Nel paese dei cupa cupa.
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