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Daniele Cossellu

Sebastiano Pilosu, a cura di

Il canto di una vita  

contiene 2cd 

Autobiografia di Daniele Cossellu
(Tenores Remunnu 'E Locu di Bitti) 

2026, € 25
Formato 21x21, pp. 240

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Varcata la soglia dei novant’anni, Daniele Cossellu, il più anziano e il più noto dei cantori a tenore di tutta la Sardegna, leader storico del gruppo Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti, ripercorre sul filo della memoria gli eventi di tutta una vita, dalla lontana infanzia in un paese della Barbagia fino ai concerti in giro per il mondo, dal canto tra amici fino alla Real World di Peter Gabriel, tra il tripudio di platee sempre più estese e l’ammirazione di artisti come Ornette Coleman e Frank Zappa. 

Elevando al rango di protagonista lo stesso tenore, il quartetto dei cantori con i quali ha condiviso innumerevoli avventure, il racconto di Daniele diventa in realtà collettivo, ricostruendo una storia comune a tutti i cantori e offrendo così uno spaccato di straordinario interesse su un’intera cultura poetica e musicale. Le vicende del gruppo costituiscono, infatti, un caso emblematico del processo di trasformazione che ha investito il canto a tenore nella seconda metà del Novecento e nel primo ventennio del nuovo secolo, evidenziando le dinamiche di continuità e cambiamento che ne hanno caratterizzato lo sviluppo. 

Facilitata anche dalla disposizione maieutica assunta dal curatore del volume, la narrazione prosegue fluente e appassionata, svelandoci il segreto di una continuità e contiguità tra passato e presente, tra locale e globale, radicato in un senso di appartenenza mai dismesso, anche sotto le luci della ribalta televisiva. Per chi lo pratica, il canto a tenore ha, infatti, senso solo come intima espressione di una comunità e Daniele e i suoi compagni, anche quando cantavano in contesti molto lontani, hanno continuato a riferirsi al loro campanile, come se ad ascoltarli fossero sempre i loro compaesani rimasti a Bitti.

Il volume è il primo di una nuova collana, "Suoni. Studi di musica e poesia orale in Sardegna", promossa d'intesa con l'ISRE-Istituto Superiore Regionale Etnografico

 




Thumb Pilosu
 
Etnomusicologo e cantore a tenore, già docente presso il Conservatorio di Cagliari e presidente dell'Associaione Tenores Sardegna, Sebastiano Pilosu unisce, al profilo rigoroso dello studioso, un’instancabile attività di animazione culturale riguardo il canto a tenore. Ha curato i due volumi sul canto a tenore nell’Enciclopedia della Musica Sarda, è coautore del docufilm A bolu e della serie di sei documentari A boghe leada (KAREL) anche questi sul canto a tenore. Per Squilibri ha pubblicato, assieme al Tenore Supramonte di Orgosolo, il volume con due CD allegati Il canto a tenore di Orgosolo. Le registrazioni del CNSMP (1955-1961).


Il libro è un coinvolgente affresco storico e sociale dove la memoria popolare, i ricordi di “cantatores” noti e quelli rimasti nella ribalta paesana incrociano i traguardi prestigiosi e i successi collezionati in giro per il mondo. Cossellu tratteggia con affetto uno specchio prezioso della sua comunità, ripesca aneddoti dalla ricchezza dei suoi ricordi. Tutti anelli di una cultura poetica e musicale che è humus ideale per trasmettere il canto della tradizione Marilena Orunesu, L'Unione Sarda 

C’è un momento, ascoltando i Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu, in cui la musica sembra smettere di essere spettacolo e tornare a essere rito. Non concerto, non esibizione: rito. Una memoria collettiva che riaffiora dal fondo della terra, dalle pietre dei nuraghi, dal vento che attraversa le montagne della Barbagia. Le loro voci gutturali, profonde, arcaiche, sembrano provenire da un tempo senza data, eppure riescono ancora oggi a parlare al presente con una forza impressionante Sofia Ricci, Segnali sonori 

Nessuno schermo di telefonino, nessuna ricerca frettolosa, nessuna intelligenza artificiale potrà mai rendere il senso dell’operato in musica di un protagonista del popolo, uno di quegli “alberi di canto” che conservano un sapore antico rilanciandolo senza fossilizzazioni, per il tramite essenziale della palpitante cultura musicale, poetica, e umana del canto polifonico sardo Guido Festinese, Alias-Il manifesto 

Il risultato è un testo davvero coinvolgente, capace di dare vita a un profondo sentire, a uno spaccato sociale e culturale intimo e al tempo stesso universale nel suo rapporto con la memoria popolare. Vengono così esplicitate le fasi di una pratica musicale che necessita innanzitutto del riconoscimento all’interno della propria comunità d'appartenenza Ciro De Rosa, Blogfoolk

È un libro ricchissimo, trattando una vita intera, che però vuole, nelle chiare intenzioni del protagonista, ormai novantaquattrenne, estendersi a tutta la storia del tradizionale canto a tenore sardo, diventando così racconto collettivo più che individuale Gianni Gardon, Pelle e calamaio

E' il racconto di un'esistenza fuori schema, ma anche della trasformazione del canto a tenore, osservata dall'interno da chi ne è stato uno degli interpreti più autorevoli. Il pregio maggiore del testo è il tono diretto, privo di forzature autoreferenziali, con cui Cossellu ricorda incontri decisivi. Ne emerge un artista perfettamente consapevole del valore universale della propria musica, ma altrettanto fermo nel ribadire che il canto a tenore trova il suo senso più autentico nel legame con la comunità che lo ha generato Piercarlo Poggio, Blow Up 

  


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