Home page Squilibri

facebook    instagram    youtube    twitter   » Spedizione standard gratis in tutta Italia 

Duje Paravise Copertina R

Gnut e Alessandro D'Alessandro 

Dduje paravise     

Contiene CD o Vinile

2026, CD € 20
Formato 14x14, pp. 28, con i dipinti di Chiara Rapaccini 
2026, Vinile, € 25 

 

€20.00
€17.00
Supporto:


Gnut è uno dei più originali cantautori italiani, autore di un suono in cui si fondono, con sorprendente naturalezza, molteplici ascendenze musicali, accarezzate dal tono discreto e conturbante del dialetto.  Compositore e sperimentatore, pioniere nell’utilizzo dell’elettronica applicata al suo organetto ‘preparato’, Alessandro D'Alessandro è tra i musicisti più innovativi della scena italiana.

Si sono incontrati quasi per caso, in una residenza artistica prodotta da Toscana Produzione Musica, per ritrovarsi accomunati dall’amore per le stesse canzoni che hanno così rivisitato come ripercorrendo le tappe di una “educazione sentimentale”, delimitata da una costellazione di voci che,  da Libero Bovio a Peppino Di Capri, da Sergio Bruni a Pino Daniele, da Carosone a Roberto De Simone, si aprono sulla vertiginosa storia di una più ampia ed estesa “canzone napoletana”.

 Per voce, chitarre, organetto “preparato” ed elettronica, Dduje paravise è un disco - e uno spettacolo-  che non mancherà di stupire ed emozionare per l’estro e la fantasia, la libertà e la discrezione di un approccio del tutto originale alla tradizione.

Con due inediti, composti a quattro mani dai due autori, e la partecipazione straordinaria di Tosca ed Enzo Gragnaniello, CD e Vinile in uscita il 6 febbraio 2026, ora in pre-order sul nostro sito con uno sconto sul prezzo di copertina 

I primi concerti, in collaborazione con La fabbrica live e Toscana Produzione Musica

29/01 MILANO, Q-Hub 

30/01 GENOVA, Spazio Lomellini

06/03 ROMA, Auditorium Parco della Musica

15/04 BOLOGNA, Sghetto

03/05 FIRENZE, Parc



Thumb Gnut Alessandro

Ognuno con una lunga carriera da solista e numerose collaborazioni, Gnut e Alessandro D'Alessandro sono alla loro prima impresa in comune

 

 

Un disco di canzone classica napoletana, capace di affermare con orgoglio la classicità ormai conquistata anche da un rivoluzionario come il Lazzaro Felice, come di scappare dal “dejà entendu”, dal “già sentito”, dall’intronata routine del cantar verace (...) Un disco come il loro – per voce, chitarra, organetto preparato, elettroacustico, essenziale, antico, moderno- non si era mai sentito. E vale la pena di sentirlo, di sfogliare la sempre curata confezione dei prodotti targati Squilibri (...)  La voce di Gnut, un po’ Roberto Murolo un po’ Nick Drake, si adagia malinconicamente sulla chitarra e l’organetto, l’elettronica regala il ritmo, il groove, quando serve, solo se serve  Federico Vacalebre, Il Mattino

E fondono molto bene la voce soda e terrosa del cantante e gli arpeggi della sua chitarra acustica con l’universo sonoro della musette, della variété e del jazz francese, con invenzioni ora dolci ora sorprendenti. Così i due artisti hanno rivisitato con leggerezza e allegria i loro brani preferiti, andando a pescare dagli storici maestri Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio fino alle voci sublimi di Sergio Bruni e Pino Daniele. A questi brani si aggiungono anche due inediti, scritti a quattro mani dai due autori, "Sott’o muro" e "Tutto o niente", brillanti composizioni in linea con tutta la filosofia dell’album (...) chiude con Cammina, cammina, il malinconico omaggio a Pino Daniele, certamente una delle ispirazioni e punto di riferimento di questo carezzevole disco, un tentativo garbato di modernizzare le antiche melodie tradizionali con sonorità originali e innovative Flaviano De Luca, Il Manifesto

Un disco che si muove sul crinale sottile tra omaggio e riscrittura, restituendo alla tradizione napoletana una vitalità sorprendente, libera da ogni tentazione museale.  Emoziona per discrezione e fantasia, per libertà e misura. È un lavoro che guarda alla tradizione non come a un punto d’arrivo, ma come a un luogo da abitare, reinventare e condividere: un disco che trasforma Napoli e la sua canzone in uno spazio vivo, sospeso tra memoria, invenzione e futuro  Alessia Andreon, Inside Music

Non è la linea del folklore esibito, né quella della canzone da cartolina buona per ogni stagione. È una linea più segreta, fatta di malinconia trattenuta, di melodie che sembrano nascere già stanche, consapevoli del peso delle emozioni che portano con sé. Dentro quella linea si muovono con passo leggero Gnut e Alessandro D'Alessandro Giuseppe Attardi, Segnali sonori 

I due costruiscono un disco che sembra uscito da un vicolo al tramonto, quando le voci si sovrappongono e la città diventa un’unica grande storia collettiva. Le canzoni hanno una delicatezza antica, ma non sono mai nostalgiche. Sono vive, piene di dettagli che profumano di quotidiano, di mare, di legno consumato dal tempo. (...) Gnut e D’Alessandro si muovono con una naturalezza sorprendente tra tradizione e contemporaneità. Sono due narratori che conoscono bene la materia che maneggiano e il risultato è un disco che trova una dimensione sospesa tra malinconia e dolcezza Raffaello Carabini, Spettakolo.it

Un percorso dove l’avanguardia di fondo è pregiata nel decantare un’evoluzione personale che sa raggiungere apici di elevato valore artistico Marco Zordan, Indiepercui

L’atmosfera è quella di un Mediterraneo non turistico ma interiore, dove la voce di Gnut — calda, espressiva, velata di malinconia — si muove su tappeti sonori plasmati da D’Alessandro, tra impulsi digitali e memoria acustica. Non è world music: è piuttosto un ritorno alle origini reinventate, un dialogo con la tradizione napoletana che si riapre al presente Distopic

“Dduje paravise” riporta in auge i classici della canzone napoletana, rivestiti della sensibilità di due artisti “millennials” che riattualizzano la tradizione, l'uno con voce e chitarra, l'altro con la maestria all'organetto Gilberto Ongaro, MusicMap

Per gioco e comune passione si sono messi a sfogliare, senza pregiudizio alcuno, il fitto canzoniere popular, d'arte e popolare napoletano. Scremando e scegliendo, provando e meravigliandosi di come scaturiva sorgiva la musica, e che lampeggiare di situazioni diverse e frastornanti, anche per chi come loro ha dimestichezza con centinaia di brani (...) Il tono generale è quasi trasognato, una sorta di allure onirica sembra avvolgere il tutto Guido Festinese, Il giornale della musica

Progetto di grande umanità popolare che i dipinti di Chiara Rapaccini ammantano di un sapore naive, desueto e di altri decenni Giancarlo Passarella, MusicalNews

Si può essere sperimentali e originali incidendo un album di musiche tradizionali e di classici napoletani, da Peppino Di Capri a Libero Bovio, da Sergio Bruni a Pino Daniele? Sì, è possibile quando si è guidati da una forte ispirazione e da un senso della melodia che, pur trattando il passato (anche molto remoto), si rivolge a un pubblico attento alla realtà e ai suoni contemporanei. (...) Se amate la canzone napoletana e non vi impaurite di fronte all'uso dell'elettronica, quest'album è per voi Guido Giazzi, Buscadero


 

Non hai accesso a contenuti premium!

Non sei abbonato? Abbonati ora 
Se sei abbonato, fai login qui per accedere ai contenuti premium


€20.00
€17.00
Supporto: