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Marco Rovelli

Bella una serpe con le spoglie d'oro

contiene cd

Un omaggio a Caterina Bueno

2018, € 18 formato 14x14,  64 pp. a colori,  10 foto in b/n

 

In offerta con il 5% di sconto

€18.00
€17.10

 Straordinaria ricercatrice e interprete dalla voce inconfondibile, icona e protagonista della canzone popolare italiana, Caterina Bueno ha raccolto in Toscana secoli di canti e di storie. Sulla spinta di una vicinanza profonda ai valori del mondo contadino e una forte, dichiarata, ascendenza libertaria, ha condiviso e restituito una memoria universale.

Ricercatore di storie, scrittore e musicista, Marco Rovelli ne rivisita il repertorio – canti d’amore, canti del Maggio, canti del lavoro e di lotta – a partire da uno spettacolo di teatro-canzone che, attraverso un viaggio nel cuore della tradizione popolare toscana, fa rivivere appieno il fascino e la bellezza di una singolare vicenda umana e artistica.

 Con un significativo corredo fotografico e un saggio di Maurizio Agamennone

Marco Rovelli, performer versatile e strepitoso talento di cantante e ricercatore, è il legittimo erede della grandissima Caterina Bueno, per la sua capacità di interprete ma anche per essersi assunto il compito di dare futuro ad uno dei più preziosi tesori della nostra cultura nazionale  Moni Ovadia

 

Ascolta Serenata

 

 

 

rovelli

 

Intellettuale poliedrico -scrittore, musicista, performer teatrale e docente di filosofia-, Marco Rovelli ha pubblicato narrazioni sociali su migrazioni e morti sul lavoro e romanzi e ha messo in scena alcuni spettacoli teatrali-musicali. Dopo l'esperienza con Les Anarchistes, come muscista è al suo terzo album

 

 

Un cimento rischioso, per il giudizio di tutti coloro che amano ed hanno amato Caterina Bueno e le tradizioni popolari venate d’amore e di sovversivismo della Toscana mai pacificata. E il Rovelli ci si è accostato come soleva fare Michelangelo a fronte di un blocco di marmo di Carrara, con l’arte del levare, scalpellata dopo scalpellata, fino a liberare quel che la pietra imprigionava: discrezione, delicatezza, misura. Una prova intensa con nuovi minimali arrangiamenti, come la chitarra ambient di “Maremma” che dilata leopardianamente il lamento in un canto a cifra della stessa intera umana condizione Maurizio Brotini, Left.it 

Ciò che fa Marco Rovelli è una pura, semplice, perfetta filologia. Con il rigore del saggista, la passione del fan, l'attenzione dello storico (...) E la discrezione e la delicatezza di chi sa di mettere le mani su un patrimonio inestimabile Edoardo Semmola, Corriere fiorentino 

Rovelli propone il repertorio della Bueno (...) con un taglio vocale molto personale, concentrato e intenso, avvalendosi dei delicati arrangiamenti di Rocco Marchi. (...) Un modo suadente per ridare smalto e forza a quei canti d’amore (che sono tema dominante del folk toscano perché cantarli è riscatto dalla fatica del lavoro), canti del Maggio, canti operai e d’anarchia che celebrano sovversivi come Sante Caserio Flaviano De Luca, Il manifesto 

Il risultato di questo lavoro (grazie anche agli arrangiamenti di Rocco Marchi) è un disco affascinante, come sono affascinanti le storie raccontate in queste canzoni popolari raccolte dalla Bueno, che ci riportano ad un tempo e ad un mondo molto lontano, ma forse ancora presente. Ma soprattutto è una splendida prova da interprete di Rovelli, che sembra immedesimarsi perfettamente nei panni della grande cantante toscana, diventandone a questo punto il legittimo erede Giorgio Zito, Storia della musica 

Con tutta l’anima punk della sua generazione Marco Rovelli ha riproposto – grazie al supporto fondamentale di Rocco Marchi, attrezzato di chitarra elettrica, sintetizzatori, diamonica e glockenspiel – il repertorio di Caterina, vestendolo di un sound molto particolare. Non facciamo fatica a definirlo – anche se con molta cautela – rock, almeno nell’ispirazione.  (...) Perché di questi canti e di queste storie restano vive la liricità, la forza, la rabbia, il lamento, la fatica, l’allegria, la passione, il dolore, il tormento. Restano vive senza compromessi. Come è senza compromessi la straordinaria voce di Marco Rovelli Elisabetta Malantrucco, Blogfoolk

è un bellissimo omaggio, che rende onore con grande umiltà alla potenza lirica dei testi e alla meraviglia della melodia di questi brani (...). Rovelli canta con intensità, a voce piena, ma con quel giusto distacco “epico” (che era già della Bueno) che eleva questi materiali ben sopra le contingenze della loro composizione e della loro toscanità, facendone un qualcosa di più profondo, di universale  Jacopo Tomatis, Il giornale della musica 

Corredato da un booklet che è un autentico libro sul lavoro inestimabile della Bueno, l'album rende giustizia al piccolo gigante del folk italiano, con umiltà e devozione. Un disco necessario  Fulvio Paloscia, Repubblica Firenze 

Marco Rovelli ha una voce che arriva lontano senza sforzo (...) Poi ci mette un sacco di passione. Pure qui senza sforzo. Avrebbe potuto rifare pezzi come Maremma o Sante Caserio o Il Maschio Di Volterra per sola voce e chitarra acustica, persino per sola voce, e sarebbero stati ineccepibili. Invece lavora (bene) anche sui suoni. Aggiunge qua e là la fisarmonica, e questo si poteva immaginare, ma altrove inserisce chitarre elettriche e synth e si inventa un alt-folk dai toni vividi che nel Lamento Del Carbonaro, ad esempio, lascia i boschi della montagna toscana per trovare una sinistra sintonia con i disperati del sud degli Stati Uniti raccontati dai 16 Horsepower o dai Vandaveer Antonio Vivaldi, TomTomRock 

La voce dolente e selvatica, sostenuta da una strumentazione scarnificata,, sembra uscita da un nastro di Lomax. Un'elettrica lancinante o un glockenspiel , nelle mani dell'ottimo Rocco Marchi, preservano da qualsiasi tentazione derivativa questo appassionato esercizio di memoria  Alessandro Hellmann, Rockerilla 

 Il risultato è di una coerenza assoluta, fra episodi addirittura per voce sola ed altri appena più trafficati, canti lievi e dolenti e tirate sociali. Sempre con la giusta misura per rendere al meglio il testo, cuore pulsante di questo  universo espressivo Alberto Bazzurro, Musica Jazz  

Gli esiti convincono per il rigore, e la misura con cui Rovelli si confronta con la scaletta, avocandone a sé lo spirito in modo rispettoso e non succube. Con l’intensità controllata dell`interprete capace e lo slancio filologico del ricercatore, insomma. Anche la coloritura sonora è colorata il giusto: un modo come un altro per lasciare spazio alla parola, e all’epos quotidiano che discende dalle storie che racconta  Mario Bonanno, Mescalina 

È un book-cd reportage dall’intenso luccichio (...) Nell’allegato sonoro, i preziosi contributi di Rocco Marchi, tra le pagine la restituzione e l’aggiornamento di una coralità intrisa di voli sopra i tetti, di forme di vita col bagaglio leggero per spostarsi alla meglio. Perché le tradizioni sono maratone tra i sentieri del possibile  Massimo Pirotta, Il mucchio selvaggio 

Poetico e innamorato, Rovelli ci porta per mano, quasi a farci “vedere” quel suo spettacolo di teatro-canzone, raccontandoci e spiegandoci ogni canto, ogni verso, e lo spirito che esso incarna. Si dovrebbe ascoltare così, questo disco straordinario: immaginando di condividere la tavola con Marco e un po’ di vino, mentre la sua voce racconta e poi canta, e ancora racconta e canta e così via via per tutto lo svolgersi delle tracce  Alessia Pistolini, L'isola che non c'era

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