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Guido Festinese, Paolo Gerbella, Maurizio Logiacco

Schiena dritta. Per Gianmaria Testa  

contiene cd e

2023, € 20
Formato 14x14, pp. 40, con foto in b/n e a colori 

 

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Una filastrocca regalata a Gianmaria Testa è all’origine di una successione di quadri che, con diversi registri espressivi, rievocano la figura discreta e l’opera potente del cantautore piemontese, autore di una personalissima e scabra forma di canzone-poesia.

Costruiti attorno ai ricordi dell’amico scomparso e imperniati sulle parole-chiavi che ricorrono nella sua opera, i racconti di Guido Festinese hanno fatto da innesco per le canzoni originali di Paolo Gerbella che dilatano e rilanciano quegli stessi orizzonti di vita e poesia sui quali, con una forza di rara eleganza, si è posato anche l’obiettivo di Maurizio Logiacco.

Nel fluire continuo di pensieri ed emozioni che concorrono a delineare con intensità il volto di una persona amata, Schiena dritta si configura come un sentito omaggio a un autore gentile che si è conquistato un posto di rilievo nella storia della canzone italiana, toccando vertici raggiunti solo da altri, pochi, giganti del dire in musica.

Con un ensemble di grandi musicisti e la partecipazione straordinaria di Paolo Fresu.

Ascolta  Gli alberi di canto


 

il trio
Giornalista, saggista e scrittore, Guido Festinese si occupa di critica musicale e culturale dal 1985

Cantautore e scrittore, con un'attenzione particolare rivolta alla parola, Paolo Gerbella è al suo quarto disco solista

Maurizio Logiacco è un fotograto con l'obiettivo rivolto in particolare verso scorci urbani e spettacoli musicali 

 

Paolo Gerbella, cantautore genovese, Guido Festinese, giornalista, Maurizio Logiacco, fotografo. Alleati in un progetto di cuore, ovvero canzoni ispirate a Gianmaria Testa, segno che poesia e musica sono un seme che germoglia anche dopo la scomparsa dell'artista Mario Luzzatto Fegiz, Corriere della sera

Schiena dritta, allora, come rivisitazione e mise en abyme dei topoi di Testa. Libro e cd che gli fanno da eco, con rispetto ma passo e taglio propri. Non la canonica riproposizione di brani, ma partitura trasversale di sguardi affini (racconti, canzoni, foto); l’evocazione di un microcosmo umano, prima ancora che artistico, poetico e politico al tempo stesso Mario Bonanno, Solo LIbri

un intelligente omaggio a Gianmaria Testa (...) Un modo originale, non ovvio, colto, di ricordare e prendere per mano l’ascoltatore incuriosendolo e avvicinandolo al mondo del cantautore scomparso. (...) Funzionale ed elegante la confezione. Si raccomanda vivamente Luigi Viva, Il sussidario

una lettura insolita, approfondita, rispettosa e per certi versi sorprendente della presenza costante di Testa, nelle nostre vite e nella cultura italiana ed europea (...) Imprescindibile è quindi ascoltare con estrema attenzione ogni traccia, intensamente interpretata da Paolo Gerbella, accompagnandola alla lettura dei racconti di Festinese, che ricostruiscono l'itinerario esistenziale, artistico e umano, dell'ex capostazione (...) Ma altrettanto importante è osservare con attenzione, sfogliando le pagine del prezioso libretto, le foto di Maurizio Logiacco, che dà forma grafica e quasi scenografica alle idee proposte dalle precise parole dei due autori e alla musica, evocatrice delle atmosfere testiane, il tutto teso a restituire, compatta e intatta, la memoria di un grande autore Laura Bianchi, Mescalina

prosa eccellente, canzoni ben confezionate e fotografie mirate; un omaggio, si potrebbe dire, laterale, adatto a cogliere gli aspetti salienti dell’uomo e dell’artista. I tre uomini al comando hanno doti calibrate: essenziale, poetico, il contributo di Festinese a tratteggiare ambienti e incontri; analitiche e profonde le canzoni di Gerbella, cui tocca, forse, la parte più difficile del progetto; evocative e comunque autonome le immagini di Logiacco. Riempiono di bei suoni il progetto un piccolo gruppo di musicisti, giovani ed affiatati. In alcuni brani depone il suo talento il trombettista Paolo Fresu, aderendo con entusiasmo ad un progetto che meriterebbe, ora, una miglior visibilità, magari nell’ambiente più consono, ovvero una rappresentazione teatrale che coniughi la voce narrante, le canzoni e le immagini Fausto Meirana, TomTomRock

Un bellissimo omaggio che esplora i mondi di Gian Maria Testa con rispetto e gratitudine. Gerbella scrive testi poetici, sognanti, che sembrano acquerelli pastellati, dove è bello trovare giuste vibrazioni, anche nei pregevoli arrangiamenti, sempre aderenti alle avvolgenti atmosfere. “Schiena dritta” è un disco da conservare gelosamente, è una carezza al cuore in tempi così difficili. Buon ascolto e buona cura Marco Sonaglia, Blogfoolk

Un altro punto in comune con Gianmaria Testa è la sobrietà della proposta, quasi discreta, nel suo mostrarsi “normale”, tra assoli di contrabbasso e tromba muta, con la batteria suonata con le spazzole. Musica per chi cerca “l'odore dell'aglio su ruvide dita lontane nel tempo" Gilberto Ongaro, MusicMap

un raro esempio di comunicazione musicale (...) Un lavoro curato nei dettagli, ben arrangiato da Paolo Priolo, impegnato anche al contrabbasso, e Julyo Fortunato, maestro della fisarmonica (...) Se Testa ha cantato il valzer di un giorno, Gerbella ci restituisce il tango di una vita Alfredo Franchini, Extra Music Magazine

Questo disco viene fuori dall'idea che le persone hanno ancora di Gianmaria Testa. E' un'idea forte che sopraggiunge ogni volta che qualcuno si avvicina, anche se per la prima volta, alla sua opera. Si sente l'afflato, si sente l'odore più grande di un momento e del contingente Paolo Talanca, Avvenire

Un cd che rielabora in modo originale i temi e le storie minime che si affastellavano nelle canzoni di Testa. In tutto vi è quell’ampio respiro civile che le animava e che solo il loro modo di raccontare poteva creare nuovi mondi e suggerire altrettante situazioni di vita Fabio Francione, Il cittadino di Lodi

Gli arrangiamenti di Paolo Priolo (anche al contrabbasso) e Julyo Fortunato (anche alla fisarmonica), accompagnati da una nidiata di musicisti, rilanciano quegli orizzonti di vita e melodia, una successione di quadri di rara eleganza, alternando i registri espressivi, dal varieté indie all'etnico latinoamericano, tenendo alto il livello con la grazia soffusa di Gerbella, le testimonianze della "gentile ritrosia di un uomo ordinario" di Festinese, le foto di Logiacco cariche di ombre, di gesti, di quel paesaggio ligure, comune denominatore dei tre protagonisti. Omaggio emozionante e trasversale Flaviano De Luca, Alias-Il Manifesto

Tre forme artistiche volte a celebrare la figura di Gianmaria Testa, cantautore (e capostazione) piemontese di rara delicatezza. (...) Un omaggio sincero e originale Maria Stocchi, Rumore 

I racconti di Guido Festinese ci regalano angoli dell'uomo e dell'artista, e oltre alle canzoni di Paolo Gerbella, danno linfa vitale anche alle fotografie di Maurizio Logiacco. Un'operazione multimediale, un cofanetto di gemme preziose che custodisce e fortifica la memoria Paolo Tocco, Raro più

Il risultato è raffinato e la musica degli accompagnamenti è impreziosita di sonorità speciali, dove si avverte netto anche il contributo di un virtuoso della tromba e del filicorno, qual è nientemeno che Paolo Fresu. La voce di Paolo Gerbella, quasi sempre potente e scintillante, piega talvolta ad un esito commosso e quasi incerto, che restituisce un tono di autenticità all’ìnsieme. Non si tratta dunque di un’opera scontata. Marca il percorso artistico di Paolo Gerbella con una narrazione riflessiva e una musicalità ricca di sfumature ed echi suggestivi Roberto Masiero, Il diario

Le canzoni non sono di Gianmaria Testa ma intendono richiamarne lo stile, quell'incedere incruento ed evocativo, lieve, quotidiano, lontano da ogni eccesso o didascalismo di comodo Alberto Bazzurro, MusicaJazz

L’omaggio di Festinese consiste nel farne il protagonista dei suoi racconti, che sono squarci sulla vita di Gianmaria, sulla sua poetica, sul suo sentire. Quello di Logiacco è un obliquo guardare il mondo, quasi laterale, quasi immerso nel buio, quasi senza gioia, quasi offuscato dalla nebbia, quasi senza tempo, come le canzoni minime, ma quanto mai dilatate di Testa (...) L’omaggio di Gerbella – specificamente musicale – sta nel riprendere quello stile espressivo promiscuo, che in Italia ha come paragone i soli fratelli Conte, Giorgio e soprattutto il grande Paolo. Sta nel seguire quelle orme così diverse dalle sonorità attuali, dagli autotune, dalla dance spicciola e dal pop-rock schematizzato che ormai anche i cantautori masticano a gogò, per scegliere, ad esempio, la tromba sublime di Paolo Fresu (...) la fisarmonica musette (in mano al bravo Julyo Fortunato, che è anche arrangiatore del tutto, insieme al contrabbassista Paolo Priolo), con delicatezze raffinate e un sapore francese old style alla Brel, alla Brassens Raffaello Carabini, Spettakolo.it

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