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Alessio Lega  

Nella corte dell'Arbat

contiene cd

Targa Tenco Interprete 2019

 Le canzoni di Bulat Okudžava

2019, € 15 ,  formato 14x14, 48 pp, con 16 immagini a colori e in b/n

 

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Padre della canzone d’autore russa, Bulat Okudžava forma con Vladimir Vysockij e Aleksandr Galič la triade sacra dei “bardi”, i “poeti con la chitarra” che riannodarono con ballate essenziali il filo della speranza nel cosiddetto periodo della stagnazione (1960-1985). Le sue canzoni sono un patrimonio di poesia che affonda melodicamente nel ricco folklore georgiano e armeno (le terre del padre di Bulat, fucilato durante il terrore staliniano, e della madre inghiottita dal Gulag) e linguisticamente nel gergo popolare degli abitanti dell’Arbat, il quartiere-mondo di Mosca paradigma della vita, della guerra e dell’arte.

Alessio Lega fa rivivere in italiano la magia e l’incanto di questi piccoli miracoli espressivi che, affidati a melodie semplici ma irresistibili ed annodati attorno a storie minime, riflettono le tensioni e le speranze di un intero popolo come accade soltanto nei capolavori della letteratura mondiale e della grande canzone d’autore.

 Alessio Lega è riuscito a rendere in italiano non soltanto il senso delle poesie canzoni di Bulat Okudžava ma, soprattutto, lo spirito che le ha caratterizzate nel tempo. Nella versione poetico-ritmica che ha realizzato emergono la lirica semplicità delle storie, la profondità dei temi, la delicatezza dello stile Gian Piero Piretto

 Il cd-book nasce in contemporanea al volume con CD allegato di Giulia De Florio, Bulat Okudžava. Vita e destino di un poeta con la chitarra 

 

  

 

alessio lega

 

Cantautore e scrittore, già Targa Tenco con il disco d'esordio,  Alessio Lega scrive libri e incide dischi mescolando impegno politico e passione artistica e ha intrecciato attorno alla sua militanza anarchica una non comune capacità di proposta e intervento.

 

 

 Come pochi altri prodotti editoriali di questo genere, c'è da dire, si rimane rapidamente affascinati dalle vicende di Okudžava. L’anedottica spicciola rimane sullo sfondo, a vantaggio della reale possibilità di ascoltare le melodie di Okudžava: "Okudžava ha delle melodie sublimi, commoventi, giocate su poche mosse, su fremiti di variazione", scrive Lega nel capitoletto che introduce il disco, e dopo averle ascoltate è difficile dargli torto. Come tutti i grandi cantautori, Okudžava era anche un grande musicista Jacopo Tomatis, Il giornale della musica 

Alessio Lega rende (in)somma giustizia a un precursore della canzone russa, il suo lavoro non suona sterilmente pedissequo, così come non suonavano pedisseque le traduzione di Fabrizio De Andrè di Villon e di Brassens. (...) Un disco di vivace caratura filologica. Un disco propedeutico e controtendente, in questo tempo di sguardi appannati e teste dure di comprendonio. Da non perdere Mario Bonanno, Mescalina 

Dopo un lungo e devoto lavoro di traduzione (...) Il risultato è notevole, ampliando lo spettro sonoro a strumenti che non siano la francescana chitarra (tastiere, altre corde e ninnoli vari) ma nel totale rispetto degli originali, di cui sopravvive lo spirito sobrio, colloquiale e in qualche modo complice, pur a contatto con una vocalità di taglio più netto e affermativo Alberto Bazzurro, Musica Jazz 

un album dal sapore antico e allo stesso tempo moderno, ponte tra tradizione d’autore e desiderio di adattare quei lontani temi di disagio al contemporaneo Fabio Francione, Il cittadino di Lodi 

Le versioni di Lega arricchiscono il lirismo degli originali con coloriture strumentali che ne esaltano le qualità evocative (...) Tra amore e guerra, come un monumento alla fragilità umana Alessandro Hellmann, Rockerilla 

Musicalmente le melodie sono semplici, con rimandi alla canzone francese oltre che alla tradizione russa, e arricchite dagli arrangiamenti molto riusciti curati dal produttore artistico Rocco Marchi e dai musicisti Guido Baldoni e Rocco Rosignoli, che ne Il romanzo storico citano Morricone e il fischio di Alessandroni e rivestono Peccato però come una tarantella Vito Vita, Vinile

Al più romantico dei bardi, il meno politicizzato fra i cantautori russi scomparso nel 1997, Alessio Lega dedica un atto d’amore di grande bellezza con arrangiamenti che gli rendono qualcosa di più che mera giustizia: migliorano quel poco che abbiamo potuto sentire di originale, grazie all’aggiunta di timbri (fisarmonica, mandolino, armonium, piano, violino, basso, cori) Paolo Prato, Radio In Blu 

Con arrangiamenti minimali e prevalentemente acustici, coadiuvato da un trio di musicisti ormai affiatati, Alessio Lega è entrato quasi in punta di piedi nel mondo musicale e poetico del cantautore russo, facendoci conoscere veri e propri gioielli poetici (...) Con questo lavoro Alessio Lega si conferma uno dei più profondi conoscitori della canzone d’autore europea, dotato di grandi capacità e raffinatezza nell’arte del tradurre ed adattare canzoni nella nostra lingua, e anche ottimo interprete Giorgio Zito, Storia della musica 

Le sue radici georgiane  e armene affiorano decise, così come incide in lui la cultura aperta e popolare del quartiere moscovita Arbat. E' il clima che Lega ha tentato di restituire nel suo disco, agendo opportunamente sulla parte strumentale per dilatare le possibilità timbriche di temi nati "al chiuso", studiati per bassi volumi e non c'è bisogno di spiegare il perché Piercarlo Poggio, Blow Up

Si ha così la possibilità di apprezzare la raffinatezza di un repertorio quasi dimenticato, dove melodie semplici accompagnano storie minime di una stagione di tensioni e speranze vissuta da un intero popolo Riccardo Santangelo, Amadeus

Un disco che suona molto vero, naturale, con arrangiamenti essenziali, che si sposano perfettamente ai testi, grazie al fedelissimI musicisti che accompagnano in pianta stabile i lavori di Lega (...) Notevole la confezione (come sempre succede per Squilibri) Marco Sonaglia, Il popolo del blues

Meritatissima Targa Tenco 2019 per la categoria “interpreti” (…) e meritoria operazione culturale, che mette al centro una figura significativa del Novecento poetico e musicale. Sì, perché non solo di un disco si tratta, ma del consueto sostanzioso libretto in stile Squi[libri], corredato da una serie di scritti di presentazione e di approfondimento.(…) Encomiabile opera per (ri-)scoprire non solo un padre della canzone russa ma uno dei massimi esponenti mondiali della canzone d’autore Ciro De Rosa, Blogfoolk

It is all equally beautiful. Varied pieces that excel in sophistication. And yes, his work resembles that of others, such as that of the Northern Italian singer Fabrizio De André, the Belgian singer Jacques Brel or the Dutch singer Cornelis Vreeswijk, who mainly lived and worked in Sweden. But anyway, Alessio Lega convinces on Nella corte dell’Arbat and in an excellent way he revives the music of Bulat Okudzhava, ‘the poet with guitar Mattie Poels, Music Frame

Alessio Lega ha saputo restituire la poesia e la musica di Bulat Okudzava riportando alla luce la figura di un intellettuale che nella Mosca degli anni Sessanta cantò con la chitarra le speranze di un intero popolo e il quartiere dell'Arbat, dove pulsavano forti Luciano Del Sette, Alias-Il Manifesto

Alessio Lega è un cantautore atipico, capace di fare sempre cose nuove, pur mantenendo una linea immutabile. Quest’anno ha vinto la Targa Tenco con questo disco anticommerciale al massimo (...) Sono venti canzoni di un grande cantore russo, che Alessio ha tradotto poeticamente in italiano dal francese. (...)  Curato nei minimi dettagli, con libretto grasso e ricco, come sempre per i dischi delle edizioni Squi[libri] L'Alligatore,  Smemoranda

Pur partendo da una lingua che non era quella dell’autore Lega è riuscito a trasmetterne l’anima: uno di quei miracoli espressivi che riflettono in tutto il loro slancio tensioni e speranze di un intero popolo, come accade soltanto nel panorama della letteratura mondiale e della grande canzone d’autore Giorgio Bona, Carmilla

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