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 Peppe Voltarelli

Voltarelli canta Profazio

contiene cd    

 Targa Tenco Interpreti 2016

2016, € 16 formato 13x13, copertina cartonata, 64 pp. a colori

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Alcune gemme del repertorio dell’antesignano del folk revival in Italia, rivisitate dal più estroso dei crooner di casa nostra, animano la rappresentazione dolente e stralunata di un meridione eternamente eguale a se stesso. Al lamento compassionevole e all’autoflagellazione pietosa si sostituiscono i lampi di un’amara ironia per cantare, a passo di danza, il dramma di una comunità, le ferite sanguinolente della storia, la desolazione di periferie abbandonate.

Il rimando alle proprie origini diventa così metafora di una condizione esistenziale più generale, lungo le ramificazioni di una ‘calabresitudine’ che le opere d'arte di Anna e Rosaria Corcione esaltano magnificamente, rendendo a loro volta omaggio a un altro grande di quella terra, Mimmo Rotella.

Attestazione di un simbolico passaggio di consegne, il libro e il CD di Peppe Voltarelli riportano al centro dell’attenzione temi di sempiterna attualità, declinando in musica la consapevolezza e l’orgoglio di essere periferia che, in un panorama di tediosa uniformità, è anche un diritto da reclamare e un valore da salvaguardare

Con un racconto di Peppe Voltarelli, saggi di Domenico Ferraro, Laura Lombardi e Carlo Muratori e una 'spigolatura' dei giudizi espressi sull'opera di Otello Profazio da alcuni dei protagonisti di una irripetibile stagione di impegno meridionalistico, da Ignazio Buttitta a Carlo Levi, da Antonino Uccello a Saverio Strati 

Voltarelli canta Profazio inaugura una nuova collana, Crinali, dedicata ad opere dove la poesia si converte in musica e la musica si prolunga nella scrittura per raccontare vicende emblematiche della storia culturale nazionale o anche per offrire uno sguardo nuovo e inusuale sull'orizzonte della nostra quotidianità. 

Ascolta Qua si campa d'aria

 

peppe-otello

 

Attore per il teatro e il cinema, musicista e compositore con un largo seguito anche fuori dai confini nazionali, Peppe Voltarelli, già fondatore e leader del Parto delle Nuvole Pesanti, è al suo quarto disco da solista e al quinto libro come scrittore.

 

 

 Sullo sfondo mari, montagne e terre del sud. Protagonista è Peppe Voltarelli, musicista sopraffino, cantante dalla voce profonda che usa il dialetto ma non fa musica folk (...) un riassunto clamoroso di quel mondo che è il Sud, mescolando realtà e leggende a tematiche scomode e inaccessibili, facendo un omaggio alla cultura popolare bello e anche necessario Pasquale Rinaldis, Il fatto quotidiano

Non capita spesso di imbattersi in pubblicazioni che offrono belle canzoni e, al contempo, “fanno cultura”, puntando a mantenere vive tradizioni che rischiano di finire troppo ai margini. (...) un campionario più che eloquente dello spessore, dell’intensità e della genuinità di musiche e parole che arrivano da lontano e che non devono diventare solo reperti da museo. Un “labour of love”, quello di Peppe Voltarelli Federico Guglielmi, Music.fanpage.it

Voltarelli riconosce nel canto a suo modo indolente di Profazio il grido dolente di un meridione che vede cambiare tutto purché nulla cambi. (...) non sono amarcord di un folk ormai impossibile ma fotografie in bianco e in nero che permettono di capire, di vedere meglio e da vicino, la storia rimossa di quando eravamo noi emigranti, (…) di quando l'indignazione si accompagnava con le corde di una chitarra invece di sfogarsi sul web con la durezza di un insulto-vuoto a perdere Federico Vacalabre, Il mattino

Per capire quanto siano ancora attuali le canzoni di Profazio, comincerei da Qua si campa d'aria, un manifesto per l'intero sud, dove con una sottile e allo stesso tempo tremenda ironia, parla di emigrazione. Questo modo di raccontare lo sento molto vicino, anch'io ho sempre cercato di scrivere canzoni senza lamenti e lacrime, per raccontare il viaggio come una sfida, che contenga gusto e divertimento Peppe Voltarelli, intervista di Giordano Casiraghi, L'Unità

Da più di sessant'anni Profazio, considerato uno dei cantanti dialettali più importanti del meridione, costituisce un fenomeno di grande originalità nel panorama musicale italiano. Alla sua opera rende ora omaggio un altro artista capace di raccontare luci e ombre del meridione come Peppe Voltarelli  Fabrizio Finamore, Il Tempo 

Quando due forti personalità s’incontrano si crea una tempesta emotiva che può generare una guerra oppure una sinergia così coinvolgente da diventare esempio di perfezione, motivo di memoria, antidoto che sconfigge luoghi e tempi. (...) Voltarelli ha dato le sue corde vocali alle parole di chi la storia l’ha fatta, analizzata e riscritta. Il fil rouge è il paese di origine, osannato e biasimato, il sud calabrese ritorna, diventa patrimonio collettivo e si trasforma in una barca che va per mare e “quello mette d’accordo tutti”  Floriana Lenti, Il Corriere dell'Umbria

Negli anni Sessanta Otello Profazio fece tra i primi una cosa sconvolgente per la cultura imbalsamata e aulica dell'epoca: prese le canzoni dei "cafoni" e le trattò come quello che erano, racconti di popolo, pezzi di storia di Italia. (...) All'ottantenne menestrello calabrese rende ora omaggio un suo conterraneo, Peppe Voltarelli, in un libro più Cd in cui riprende le canzoni di Otello, arricchendole musicalmente Franco Capitano, La repubblica-Milano

Dalla passione per i Sex Pistols durante le occupazioni universitarie nella Bologna del post ’77 alle canzoni di Otello Profazio: il cd tributo con libretto di 64 pagine che inaugura la collana discografica di Squilibri, è la cosa più punk che Voltarelli potesse fare. Il cantautore da sempre “fuorisede”, matura un debito di appartenenza con la sua terra direttamente proporzionale ai chilometri fatti per allontanarsene, ma l’onda calabra è inarrestabile e porta Peppe Voltarelli a dedicare il suo monumento in musica al più divo di tutti i cantori popolari, sulla scena con immutata grinta da più di sessant’anni.  Timisoara Pinto, Vinile

Il bluesman della Sibaritide fa riecheggiare l’incommensurabile arte dell’ultimo dei cantastorie, declinando variegati linguaggi (...) tra le viuzze di un sud adombrato dalle nubi del malessere e della precarietà, che però vuole mostrare a tutti i costi la propria bellezza sfolgorante. Seppur coi piedi piantati in ogni angolo del mondo, con il cuore che batte forte per la Calabria e l’ironia amara che lo contraddistingue, il cantautore cosentino si ricongiunge con le sue origini Gabriella Cantafio, Il foglio

Voltarelli racconta l'immobilità riarsa del Meridione, "un fiume enorme con poca acqua", attraverso l'impeto e l'amara ironia di Otello Profazio. Parole impastate di terra e memoria tornano a respirare in un ventaglio di registri espressivi che abbraccia gioco e tragedia, frutto di un coinvolgimento viscerale in questi paesaggi geografici e interiori Alessandro Hellman, Rockerilla 

Di grandissimo magnetismo la performance canora, che con forza e teatralità esalta l'espressività di queste storie di 'terra' (compresa la mafia) attuali a dispetto del tempo trascorso dalla loro stesura, nelle quali si intrecciano mille sentimenti. Inscindibile corredo al Cd, sessantaquattro lussuose pagine, con i testi dei pezzi, le illustrazione di Anna e Rosaria Corcione, e alcuni saggi che raccontano e spiegano la genesi di un lavoro che è cultura -popolare ma non per questo meno 'alta'- e non solo bella musica Federico Guglielmi, AudioReview

La confezione curata dall’editore Squi[libri] si merita un dieci e lode, ma non di meno si possono valutare le versioni di Voltarelli, che attualizza quanto basta il repertorio senza stravolgerlo,  ben  aiutato dagli arrangiamenti di un altro monumento nascosto del folk italiano, il siciliano Carlo Muratori, formando ancora un ponte tra le due regioni che la musica di Profazio, nonostante le critiche dei soliti puristi, ha nobilitato con la sua arte Fausto Meirana, TomtomRock 

Questo disco rappresenta la chiusura di un cerchio per Peppe Voltarelli e oserei dire per l’intera musica e cultura calabrese. È l’allievo che era fuggito altrove che torna, quasi come un figliol prodigo, dal maestro per rendergli omaggio e per rendere omaggio alle sue radici (...) Un’operazione dal così alto valore simbolico meritava una forma che le rendesse merito (...) Non si può poi che restare ammaliati dalle bellissime interpretazioni di Voltarelli, che conferma una volta di più le qualità della sua voce (...) Il fatto che questi brani siano ancora dolorosamente attuali rende poi ancor più credibile e sentita l’intera operazione, dandole un valore di denuncia dell’immobilismo in cui il Sud è stato lasciato negli ultimi decenni Fabio Pozzi, Vorrei

un'opera bellissima in tutti i sensi, e di grande e importanza nell'ambito della musica italiana. Intanto, spaziamo via subito altri dubbi: il cd è proprio bello, Peppe Voltarelli si conferma, ma forse ancor più che nelle sue passate prove da solista e prim'ancora con il Parto delle Nuvole Pesanti, interprete di prim'ordine; è splendido il repertorio, ovvero dieci canzoni scelte dall'immenso canzoniere di Otello Profazio, qualcuna su testi del poeta Ignazio Buttitta Beppe Montresor, L'Arena

Voltarelli lo canta con passione, Profazio. (...) Scoprendo il cordone ombelicale che lo lega al cantastorie e cantautore suo conterraneo, che ha raccontato la Calabria e il Sud, (...), il senso di appartenenza alla propria terra, filtrati da uno sguardo coinvolto, critico e ironico a un tempo Barbara Santi, Rumore 

La modernidad, la mafia y la política, los paisajes, el hambre, el amor, el sur y el norte, las migraciones, la religión ahí, casi siempre. Profazio lo puso en el paño. Voltarelli nos lo recuerda con unas versiones impecables Nicolás Russo, Veintitrés

Peppe ha abbracciato dieci canzoni scritte da Otello negli anni Cinquanta del secolo scorso, composizioni che aderiscono alla sua personalità, montando un disco che si rivela un tributo a un monumento vivente della cultura del Sud, ma si impone anche come affermazione determinata della forza espressiva del dialetto. Un bell’album, essenziale sul piano musicale, sul crinale tra canzone d’autore e canto popolare Salvatore Esposito, Blogfoolk

Peppe rimodella un corpus di canzoni che vengono dal passato, che tracciano una possibile contro-storia del Sud, mescolando ironia e consapevolezza politica, metaforiche leggende e commento sociale (...) È dato pieno spazio alla condotta vocale di Peppe, potente, ruvida e persuasiva, agile nello spostarsi su registri diversi Ciro De Rosa, Blogfoolk 

Voltarelli si cala con personalità nel meridione di Otello Profazio e ne rinverdisce il taglio crudo e ironico insieme Piercarlo Poggio, Blow up 

Avendo sempre scritto e cantato in dialetto, Voltarelli ha sentito l’esigenza di confrontarsi con chi lo aveva fatto anni prima, anche per capire dove vanno queste musiche e dove potrebbero andare (…) Un viaggio a metà strada tra la musica d’autore e quella popolare (…) Un lavoro pieno d’amore Paola Varricchio,  Sound36 Music Magazine

Ovunque si respira grande verve interpretativa, impreziosita dal contorno offerto dai millanta strumenti a corde suonati da Carlo Muratori, il basso di Marco Carnemolla e le percussioni di Peppe Di Mauro. Un generoso florilegio di scritti di autori vari (tra cui Buttitta) compone il libriccino di una sessantina di pagine che arricchisce l'opera, come si sarà capito da non perdere Alberto Bazzurro, MusicaJazz 

Voltarelli’s cover songs are an homage to his fellow countryman Otello Profazio, key figure in Southern Italy’s folk-revival musical tradition. Like a set of Russian nesting dolls, the latter singer-songwriter, in turn, has set to music several Sicilian poems by late Ignazio Buttitta. (...) a vivid portrayal of “Mezzogiorno,” timeless and historically contradictory area. (…) Parallel to the musical series of cross-references, Anna and Rosaria Corcione have originally reinterpreted the figurative mode by late Calabrian painter, Mimmo Rotella, paradoxically associating an artist close to the pop art to the folk-singing tradition Valerio Viale, L’Italo-americano

Un giusto megafono all’opera riposta ingiustamente in soffitta ma anche un lavoro di ricerca, di quelli che a Voltarelli da sempre riescono così bene, per ricreare originalità dall’edito. Un ottimo disco per chi non conosceva Otello Profazio, una piacevole scoperta per chi ne reclamava da tempo lo spazio che gli spetta Muzi Kult

Un disco che è anche un libro da leggere, e ogni pezzo colpisce nel profondo. Quello che colpisce più di tutti è Qui si campa d'aria, surreale e reale come poche altre canzoni che io abbia mai sentito. Un autentico brano di culto, come di culto è tutto l'album. Da ascoltare dall'inizio alla fine Il blog dell’alligatore

Non è semplicemente un disco: è un disco, un libro, delle opere d’arte moderna, un mondo…con un arrangiamento da applausi a scena aperta. Come sono da applausi la copertina e le opere interne, di Anna e Rosaria Corcione, tese a omaggiare Mimmo Rotella e i suoi decollage (...). Uno dei dischi più originali dell’anno. Meglio, uno dei più importanti Smemoranda

Dieci cartoline sonore ricoperte da una patina di polvere che si rivelano, all'ascolto, di una sorprendente attualità (...) un gioco di rimandi e assonanze, suggestioni ed evocazioni che le opere artistiche di Anna e Rosaria Corcione ampliano notevolmente (...) Immagini e suoni di un meridione consapevole e resistente Sebastiano Del Monte, Alias-Il manifesto

Voltarelli garbato frequentatore nella vigna del Signore, non adulante interprete di brani famosi (...) non li ha svuotati del loro pathos primordiale. Anche perché possiedono una potenza comunicativa davvero unica, arrivando a tratti ad essere cromatiche cartoline di paesaggi del nostro Sud, ma anche violenti j'accuse su fenomeni congeniti, come l'omertà ed il sopruso mafioso Giancarlo Passarella MusicalNews

Così l’incontro fra i due è stato un tripudio di sguardi sornioni, mani che raccontano, testi che s’incazzano e irridono. Voltarelli canta un Profazio un po’ ingrugnito: Otello aveva forse più fame alle spalle ma anche più speranza che qualcosa potesse cambiare, il suo tono era più limpido, disteso. Voltarelli guarda questo repertorio da un oggi senza pace e senza futuro, e non è triste, ma incazzato sì. Entrambi si incontrano sull’ironia e sull’emozione Alessio Lega, Il cantautore

una grande operazione: un viaggio nel nostro complicato sud che affronta temi duri come la mafia e l'emigrazione cantando l'irrisolta questione meridionale e denunciandone la sempre drammatica attualità. E' un omaggio vero, fatto di energia e di rispetto ma senza commiserazione, raccontando solo la verità. Roba buona, da non perdere Fabrizio Zampa, Il Messaggero

Il folk calabro di Otello Profazio, riletto e rinnovato da Voltarelli con magnetismo a sei corde. "Amuri amuri", "Qua si campa d’aria", "Santo Stefano", "Mafia e Parrini", "A lu mi paisi": suoni pastosi, lingua spugnosa che racconta storie di gente arravugliata, denuncia schiettamente il malessere del Sud come solo chi è del Sud può e sa fare Daniele Sidonio, Recensito.net 

e un inedito Peppe Voltarelli, Targa in qualità di interprete del nostro più formidabile cantastorie, Otello Profazio da Rende, provincia di Cosenza. Voltarelli canta Profazio è un album-libro edito da quel collettore di storie del nostro sud che è la casa editrice Squilibri e completato da saggi puntuali di Domenico Ferraro, Laura Lombardi e Carlo Muratori  da un racconto e da preziosi decollages Riccardo Piaggio, Il sole 24 ore 

Otello Profazio (Premio Tenco 2016) e Peppe Voltarelli (Targa Tenco interpreti) Faccia a faccia, Sud, gran sentire. La propria terra (andata e ritorno), il transitare di suoni che può essere desiderio quanto incubo. I due, nel traffico del centro (periferico) vanno alla garibaldina. Otello indossa una camicia rossa e "dada", Peppe è voracità alla Mimmo Modugno. Intesa proverbiale nel musicare ricchi e poveri (eterna lotta), Gesù in croce, quali domani, diritto al lavoro quanto all'ozio. Tutto magnificamente miscelato con la sottile arma dell'ironia. Qui si campa d'aria, con 'sto cielo e mare, ballate mobili col sapore dei ritmi del (non) lavoro, i silenzi de camposanti, i giochi di mano (stretta di... invadente mafia), tasse legalizzate e illegali. E' folk-action che va diretta al cuore Massimo Pirotta, Musica dal Palco

C’est à la fois le chant de la Méditerranée et la parole universelle, l’ancrage en Calabre et le regard vers le vent du large, l’esprit libertaire et la voix de l’émigration. Peppe Voltarelli revient avec son âme anarchiste, sa guitare chansonnière et son accordéon forain pour raconter une fois de plus son histoire qui passe par la poésie sociale italienne et l’humour du libre penseur Yves Bernard, Le devoir 

Una carriera ultra ventennale che lo ha visto girare il mondo declinando la sua arte in modi sempre nuovi eppure coerenti, con progetti coraggiosi e sempre ineccepibili. Come il suo ultimo disco, una rilettura del canzoniere del grande menestrello del Sud Italia, fatta con orgoglio e rispetto Antonio Serra, Più o meno pop 

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