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Lello Voce, Frank Nemola, Claudio Calia

Piccola cucina cannibale

contiene cd

Piccola cucina cannibale
2011, € 15
Formato14x19, pp. 92

€15.00
€12.75

 

In un tempo di migrazioni anche le arti migrano: la poesia innanzi tutto, che è arte migrante per eccellenza. E poiché non si migra mai da soli, la poesia qui incontra la sua sorella gemella, la musica, e poi le immagini e le parole del fumetto.

A partire dai testi di Lello Voce, nel loro accordarsi con le musiche di Frank Nemola, nel loro slittare nei disegni di Claudio Calia, prende corpo la ‘macchina celibe’ di Piccola cucina cannibale – un CD di spoken music, un libro di poesia, una plaquette di poetry-comix – messa in moto con la complicità di autori e interpreti come Paolo FresuMichael GrossAntonello SalisMaria Pia De VitoCanio LoguercioRocco De RosaStefano La ViaLuca Sanzò Paolo Bartolucci.




Ascolta il brano Piccola cucina cannibale

 

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Lello Voce Poeta e scrittore, tra i pionieri europei della spoken music e, in Italia, del Poetry slam, con spettacoli e performance in  giro per il mondo. Tra i suoi titoli Farfalle da combattimentoFast BloodL’esercizio della lingua. I suoi romanzi sono stati riuniti ne Il Cristo elettrico

 

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Frank Nemola 
Già attivo nella scena underground degli anni '80 con BandAid, produttore dei primi gruppi italiani di hip-hop, attualmente collabora, sia in studio che nei live, prevalentemente con Vasco Rossi.

 

 

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Claudio Calia 
Curatore insieme ad Emiliano Rabuiti delle antologie dedicate al fumetto indipendente italiano Sherwood Comix, è autore di Porto Marghera - la legge non è uguale per tutti, E' primavera - intervista a Antonio Negri e, con Luana Vergari, di Caro Babbo Natale...

 

Lello Voce è un anfibio in grado di muoversi magistralmente sia in poesia che in musica, è il Gil Scott-Heron nostrano, una delle voci più interessanti della poesia italiana, tra i fondatori del Gruppo 93, il primo in Italia ad introdurre il Poetry Slam (…) Piccola cucina cannibale è il suo nuovo disco/libro di poesia (…) Un esperimento raffinato ed elegante (…) Un’opera di confine dove il suono delle parole viene rafforzato dalla “voce” graffiante del poeta/cantante (?) e dalle note di artigiani di musica elettronica. “Piccola cucina cannibale” spinge e corrompe le definizioni dei generi in quei luoghi poetici che aspettano ancora un riconoscimento, un nome, perché troppo distanti, perché le “parole sono il ritmo della riscossa” . Daniele Sanzone- 'A67, Il fatto quotidiano  

al di là del muoversi ai confini, che di per sé non è garanzia di nulla, il risultato è veramente di qualità. Dà gusto, infatti, sentire le rime intelligenti, divertenti, divergenti, taglienti, dolenti, irriverenti, convergenti, severe e leggere, scanzonate e ribelli di Voce declamate, da consumato rapper partenopeo, sopra a raffinate basi di trip-hop e minimal techno. Un elaborato telaio di musica elettronica a cura di Frank Nemola dove, a turno, la tromba di Paolo Fresu, quella di Michael Gross o la fisarmonica di Antonello Salis ricamano ipnotici arabeschi jazz.(...) Il suo modo di dare voce alle parole sulla e con la musica rivela un’attitudine alla composizione di derivazione chiaramente hip-hop, universo culturale al quale Voce è indissolubilmente legato. Per l’esattezza è il modo del poeta che si è fatto rapper come è successo, nel corso del tempo, ad illustri colleghi statunitensi quali Gil Scott-Heron, Saul Williams, Last Poets, Ursula Rucker. Piero Santi, L'Unità

Attraverso i nove frammenti poetici musicati si compone una sorta di teatro-canzone d'avanguardia nel quale musica, poesia e arte figurativa si sposano in un unicum di grande forza immaginifica, il cui vertice si tocca nella conclusiva Il Verbo Essere. A metà strada tra una plaquette di poesia, un opera di poetry-comix e un cd di spoken-music, questo progetto rappresenta una rivoluzione nell’ambito della scena poetica italiana, avendone superato la rigidità a favore di una visione più aperta verso la contaminazione con altre forme artistiche, perché si sa è proprio la poesia che muove il mondo. Salvatore Esposito, BlogFolk

Ritrovo, nel loro lavoro, lo spirito mitologico e utopistico della Camerata fiorentina, e la stessa propensione a realizzare un’opera che coinvolga la parola come il suono come l’immagine. Il mito non è forse quello della grecità, ma quello della voce come essenza profonda della poesia, nella sua arcaica radice orale (…)Il tutto è di ottima qualità. I testi poetici, che sono il centro del lavoro, si leggono e si ascoltano con piacere, accompagnati da belle musiche, con immagini evocative. Il risultato, qualunque cosa esso sia, è interessante, spesso coinvolgente… Alcuni pezzi, come la riscrittura della Canzone del maggio, o il componimento Il verbo essere, con cui si chiudono libro e disco, sono davvero memorabili. Daniele Barbieri, Guardare e leggere

Il titolo è insieme un omaggio ai miei maestri brasiliani, Haroldo e Augusto De Campos, e una esplicita dichiarazione di poetica. Di cannibalismo, cioè di capacità di divorare, poeticamente, tutto ciò che ci ha preceduto e che amiamo, per trasformarlo, nutrircene e farne qualcosa di nuovo (…) la capacità di conoscere il mondo da una prospettiva sempre imprevedibile e profonda, una prospettiva che solo la poesia può avere, e di riuscire a comunicarlo con efficacia, coinvolgendo anche le emozioni di chi ne fruisce.  C’è un solo modo di rispettare la Tradizione, insomma: rinnovarla. Partire dalle radici e ripercorrere tutto il fusto, per far sì che, infine, sui rami della cima nasca un nuovo fiore: un ‘Fiore inverso’, come definiva la poesia il grande trovatore provenzale Raimbaut D’Aurenga. Sandra Bardotti,Wuz, intervista a Lello Voce 

Lello Voce che da sempre segue il suo progetto di riportare la poesia all'origine della tradizione orale, fa un passo (ancora) più avanti e ne propone la contaminazione, anzi la migrazione, verso la musica e la graphic. Un libro più CD (...) da leggere, da ascoltare, lasciandosi attraversare. Maria Grazia Ligato, Io donna-Corriere della Sera

Lello Voce cantore dell'oggi con uno sguardo dietro di sé. La ricerca del poeta, nato a Napoli ma trapiantato nel Nordest, è questa: «Una poesia che nasce e torna nel corpo del poeta, nella sua vocalità. Quindi anche se può sembrare un'opera di avanguardia, in realtà non lo è, almeno non nel senso che diamo a questa parola. C'è solo un modo di rispettare la tradizione: dobbiamo rinnovarla, ma davvero». (...)Lello Voce ridà valore all'oralità della poesia, legandola al suono degli strumenti e creando così un'altra cosa che è canto. Il disco di Piccola cucina cannibale è nato in questo modo. Il poeta in sala d'incisione ha registrato i testi avendo come unica base il clic del metronomo. Poi si sono aggiunte le musiche elettroniche di Frank Nemola e gli inserti degli altri musicisti, infine le voci di Paolo Bartolucci ("La piccola madre") e Maria Pia De Vito ("Napoletana")Donatella Coccoli, Left

Le dense chine di Calia mescolano parole e immagini in un flusso inizialmente piuttosto lento, che diventa quasi straziante, se nella lettura delle immagini teniamo conto del testo che accompagnano. Poi nel brano che dà il titolo all’opera, la performance prende forma e vediamo rappresentati il poeta e il musicista, sul palco. Il sentimento e la lotta descritti dalla poesia si spostano sempre di più dall’interiore al collettivo e il messaggio si fa sempre più politico, con murales e immagini di roccaforti, interiori e collettive. Le fitte inchiostrature di Calia tendono a imprimersi nella mente del lettore e donare maggiore spessore alle parole di Lello Voce, ricordando in certi passaggi certa illustrazione e fumetto politico di autori come Eric Drooker o Seth Tobocman.  Un’ottima prova, che lascia la voglia di vedere di più (magari proprio alle performance live multimediale che gli autori stanno eseguendo). Valerio Stivè, Lo spazio bianco (nel cuore del fumetto)

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