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Patrizia Cirulli 

Fantasia. Le poesie di Eduardo in musica 

contiene cd e

2022, € 18
Formato 14x14, pp. 28, con foto a colori e i dipinti di Beppe Stasi, introduzione di Pasquale Scialò       

€18.00
€16.20
 

Per quanto sia vissuto a diretto contatto con la sua “città cantante”, dalle Piedigrotte al varietà fino alla sceneggiata, le poesie di Eduardo De Filippo risultano impegnative da musicare, tanto più se a cimentarsi nell’impresa è un’artista di “fuori regno”, per giunta milanese. I risultati sono però “ottimi sia sul piano creativo che interpretativo, collocandosi in modo equilibrato tra ammirazione e distacco, rapporto ravvicinato con questa tradizione poetica e autonomia espressiva.

Punto di forza di questa impresa è la scelta timbrica di un organico da camera che mescola antico e contemporaneo con cordofoni (chitarra, liuto, mandoloncello), archi (violino, viola, contrabbasso) e percussioni. Un ensemble formato da ottimi solisti, con comuni affinità elettive, che imprimono al lavoro un tale equilibrio e varietà stilistica da consentire alle musiche della Cirulli di migrare dal folk alla canzone d’autore, con qualche piccola sosta finanche nella saudade portoghese.

Benvenuta, dunque, nell’universo sonoro partenopeo con un contributo tanto impegnativo quanto riuscito, capace di mettere in musica e cantare gli sguardi, gli umori e i gesti di Eduardo” (dall’introduzione di Pasquale Scialò).

Con la partecipazione straordinaria di Fausta Vetere e di Dario Sansone.

 

https://play.spotify.com/album/5QfUQWYB4B9kKVmeHE25nZ

 

 

patrizia cirulli


Cantautrice e compositrice, tre volte finalista al Premio Tenco e tre volte vincitrice del Premio Lunezia, Patrizia Cirulli si è già cimentata nella trasposizione in musica di grandi autori della poesia internazionale, da Catullo a Baudelaire. Fantasia è il quarto album della sua carriera

 

 

Questa volta la scommessa è un vero salto mortale, c'è anche una distanza che non è solo geografica ma culturale: Eduardo napoletano, cresciuto circondato dalla musicalità partenopea, viene messo in musica da una cantautrice milanese (e registrato ad Alghero, presso The chicken coop studio). E il fatto che l'esperimento riesca dimostra una volta di più che la musica italiana è un fiume che riesce a riunire acque provenienti da torrenti di ogni provenienza  Angiola Codacci Pisanelli, L'Espresso.it 

Dopo un attento studio del dialetto che domina con eleganza, spesso con la morbidezza necessaria. (...) L'Eduardo versificatore si presenta in una nuova luce, che più sorprende quanto più sono note le poesie scelte (...) Il risultato è doppiamente stimolante, la lingua di Eduardo echeggia diversamente nell'ugola della Cirulli appassionata ma anche "vergine di servil encomio", alle prese con un repertorio in cui si immerge con passione  Federico Vacalebre, Il Mattino  

Una vocazione alla ricerca e alla valorizzazione di perle nascoste o dimenticate quella di Patrizia Cirulli, cantante e compositrice di nicchia dotata di una particolare capacità espressiva con un timbro vocale che aveva affascinato anche Lucio Dalla (...) una raffinata ricercatrice di poesia  dentro e oltre le note  Massimo Iondini, Avvenire

Il risultato sono dieci brani di una raffinatezza straordinaria, capaci di muoversi sul crinale sottile che separa il rischio di essere troppo reverenziali e debitori verso sonorità tradizionali partenopee o, al contrario, di scegliere suoni e arrangiamenti pseudo “moderni” che avrebbero snaturato l’idea di fondo del progetto che invece è chiara e precisa: portare rispetto, un profondo rispetto per il mondo da cui quei testi provengono, aggiungendo man mano colori, suoni, suggestioni, lasciando che le parole vengano avvolte dalla voce calda di Patrizia che a quel punto chiude il cerchio Francesco Paracchini, L'isola che non c'era

Un progetto, già approvato in vita da Luca De Filippo, che è riuscito nell'arduo compito di trovare un equilibrio tra ammirazione e distacco, traducendo in note i pensieri, gli sguardi e gli umori di uno dei più grandi del '900 Carmine Aymone, Il corriere del mezzogiorno

Il pregiato e impegnativo lavoro della Cirulli si muove su dieci poesie scelte tra le numerose del grande Eduardo sulle quali crea una cornice che ne sublima il contenuto. E l'incanto comincia sin dall'apertura del disco dove rapisce la delicatezza dei dipinti del maestro Beppe Stasi Angela Garofalo, Cronache di Napoli 

Patrizia Cirulli trova una chiave per gettare un ponte tra due mondi e due culture, creando, sul filo dei pensieri arguti e delle parole fantasiose di Eduardo, un’opera coesa e credibile, per nulla scontata Alessandro Hellmann, Musicalnews

Un sontuoso ed emozionantissimo omaggio (...) un'eccellente opera di rivalutazione. La scelta delle sonorità, poi, è così azzeccata da essere commovente (...) Patrizia Cirulli può essere fieramente orgogliosa di questa sua creatura Viviana Berardi, Vinile

Patrizia ha assommato alla sua già indubbia bravura musicale quella capacità non comune di potere unire due mondi e due culture ora vicinissime grazie a lei: un album che fa scaturire vivissima la poetica di De Filippo in tutta la sua travolgente bellezza Leo Cotugno, MusicMap

Un disco di rara bellezza, dove le poesie sono diventate solide canzoni che si possono affiancare tranquillamente ai grandi classici partenopei. Patrizia Cirulli con la sua voce calda, struggente, teatrale sottolinea minuziosamente ogni singola parola e gli arrangiamenti sono raffinati e suggestivi. Un lavoro caldamente consigliato che ci conferma l’enorme talento della cantautrice Marco Sonaglia, Il Popolo del blues

un lavoro di alto profilo musicale (...) Estremamente interessante il rapporto intessuto dalla Cirulli, di origine lombarda, con due voci tipiche della napoletanità come Dario Sansone dei Foja e, soprattutto, la leggendaria cantante della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Fausta Vetere  Fabio Francione, Il cittadino 

Dieci brani intriganti dove il timbro e il colore della voce solista aggiungono spessore alle parole, alle volute della musica (...) Patrizia Ciriulli ha tagliato un vestito adatto ad ogni brano, accostandosi sempre con equilibrio e garbo alla materia poetica originale (...) scegliendo ogni volta con grande varietà stilistica (...) Operazione affettuosa completamente riuscita Flaviano De Luca, Il manifesto

Vola in alto Patrizia Cirulli (...) Pur essendo milanese, affronta con equilibrio le sfumature delle poesie di Eduardo De Filippo, cogliendone in qualche modo guardi, umori  e gesti con l'aiuto di artisti napoletani di diverse generazioni Mario Luzzatto Fegiz, Il corriere della sera  

Uno splendido album (...) un fantastico organico da camera (...) Fantasia aiuta a comprendere più in profondità l'arte di Eduardo, facendo emergere quella corrente melodica che corre sottotraccia, come una tonalità segreta, in tutto il suo teatro. E così trova le note giuste per quelle parole che fino ad ora hanno sempre cantato in silenzio Marino Niola, Il Venerdì-La repubblica

Dieci piccoli capolavori che rispecchiano l'anima eduardiana della città Gaetano Menna, Mondo agricolo

un bellissimo, elegantissimo e profumato album (...) Un lavoro veramente riuscito, credibilissimo, affidato a una vocalità piena, (...)ottimamente spalleggiata da un gruppo di musicisti con i fiocchi Alberto Bazzurro, MusicaJazz

autenticamente coinvolta. E' intensa, naturale. Melodie e immagini fuori dal tempo, seppure eterne, si susseguono in dieci composizioni acustiche commoventi Barbara Santi, Rumore

un'artista milanese (...), che nel volto bruno bellissimo, negli occhi neri di fuoco e nel cognome potrebbe passare per donna mediterranea, interpretare con classe e competenza e mettere in musica il difficilissimo compito di tradurre in suoni le poesie di Eduardo. Accanto a lei, in questa magistrale operazione discografica, Fausta Vetere della NCCP "Nuova Compagnia di Canto Popolare" e Dario Sansone dei Foja Anna Menichetti, RSI-Radio Svizzera Italiana

Un progetto di grande valore artistico, preparato minuziosamente negli anni Francesco De Martino, Il quotidiano di Bari

Le poesie di Eduardo De Filippo sono state vestite con una musica sontuosa. L’impresa – perché di questo si tratta – è riuscita a Patrizia Cirulli, milanese, che ha cantato con grande naturalezza in napoletano facendoci intravedere le voci di dentro del grande drammaturgo. (...) Sono operazioni che fanno bene all’anima e che dovrebbero far riflettere i discografici delle major, troppo presi dalle mode Alfredo Franchini, Extra Music Magazine

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