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Mauro Palmas   

Palma de Sols 

contiene cd

2019, € 18 ,  formato 14x14, 48 pp, con 16 immagini a colori

 

€18.00
€15.30

Di brano in brano si profila un viaggio senza tempo sulle antiche rotte di un mare testimone di molteplici destini e custode di inestimabili bellezze, teatro di indicibili sofferenze e veicolo di sogni e promesse di vita, tanto individuali quanto di interi popoli.

Il mare nostrum, quel mediterraneo una volta enclave di civiltà diverse e ora specchio di egoismi feroci, diventa così protagonista di suoni e voci che, a loro volta, diventano racconto grazie anche al testo di Maria Gabriela Ledda che, scritto appositamente per questo lavoro e affidato alla voce di Simonetta Soro, si snoda come un seducente filo conduttore tra i diversi brani, svelando e nominando quanto la musica esprime ma non dice.

Da tempo immemorabile, del resto, in quel mare si addensano vite e destini che Palmas ha deciso di raccontare, in dieci brani di grande suggestione, con la leggerezza del sogno e la potenza del linguaggio musicale, trasfigurando nelle pieghe del mito vicende che riguardano ancora le cronache dei nostri giorni.

I protagonisti del racconto, Antoni e Adrià, assieme al timoniere Juan Edmond Ravel e al giovane mozzo Mohamed, sono in viaggio verso Palma de Sols, come era stata ribattezzata l’isola di Sant’Antioco dai catalano-aragonesi quando decisero di invadere la Sardegna. Nell’isola si sono dati convegno i più grandi suonatori del mondo per una competizione senza eguali in onore di Sant’Antioco: colui che riesce a far comparire un sorriso sul volto della statua lignea del santo viene nominato protettore dell'isola e a lui viene riconosciuto lo strabiliante potere di cancellare la tristezza.

Una gara, dunque, in onore di un santo ‘straniero’ venuto dal mare, dato che Sant’Antioco era nato tra Marocco e Algeria ai tempi dell’imperatore Adriano, a indicare la capacità di unire vita e destini tanto del mare quanto della musica a dispetto di ogni malintesa idea di identità, fondata sulla razza e l’appartenenza territoriale, esibite come motivo di esclusione nei confronti dell’altro.

 Con un racconto di Maria Gabriela Ledda, le opere artistiche di sand art di Elena e Gamba Pusceddu, e i testi bilingue italiano e inglese.  

 

 

mauro palmas

 

Compositore, polistrumentista e mandolista di fama, Mauro Palmas è anche autore di musiche per il cinema e per il teatro e vanta disparate collaborazioni musicali, da Maria Carta a Elena Ledda, da Mauro Pagani a Paolo Fresu, da Lester Bowie a Don Moye.
Palma  de sols è il suo quarto disco da solista 

 

 

Una scommessa stravinta, meglio dirlo subito, perché il prodotto in questione è davvero un piccolo gioiello curato in ogni minimo particolare. E come si sa, proprio nei dettagli si celano i capolavori.  Sono sufficienti pochi minuti d’ascolto per rendersi conto che nove delle dieci tracce che compongono il disco potrebbero essere la colonna sonora di un film (...) Tutto molto bello  Andrea Massidda, La Nuova Sardegna 

la summa di un percorso artistico, un piccolo capolavoro (...) È da questi piccoli aspetti spiazzanti, sciolti dentro armonie distese e sognanti, temi cantabili e atmosfere quasi cinematografiche, che sta la grandezza di Palma de Sols. Un disco ponderato, costruito con artigianato e cura, meditato – e bellissimo  Jacopo Tomatis, Il giornale della musica 

Suoni e voci, note che raccontano un viaggio di audaci marinai/musicisti, un racconto onirico che traduce l’idea di acque in cui si incrociano esistenze e destini, in cui si mescolano idiomi ed espressioni musicali (...) Intenso Mauro Palmas, una vita tra le corde all’insegna del folk progressivo: per nostra fortuna!  Ciro De Rosa, Blogfoolk 

un lavoro intessuto tra le suggestioni oniriche del racconto, firmato da Maria Gabriela Ledda, e la potenza immaginifica della musica, nella quale le radici della tradizione sarda diventano la base di partenza per una ricerca sonora a tutto tondo. Un piccolo capolavoro Salvatore Esposito, Vinile

È un concept album. Proprio come quelli che si facevano negli anni Settanta. Ma non regala soltanto grande musica. Nell’ultima fatica di Mauro Palmas c’è molto di più. C’è arte, storia, avventura, poesia, illustrazione, fotografia, sperimentazione Francesco Pintore, L'Unione Sarda 

Mauro Palmas suona da decenni con musicisti tradizionali, jazz e pop ma ogni tanto si mette in proprio, con fantastici risultati. (...) Tra venti e mare aperto, la storia di navigazione senza tempo, dedicata ai tanti che affidano le loro vite al mare, è un intarsio di melodie e percussioni, arpeggi e assoli, creazioni di struggente forza sonora Flaviano De Luca, Il manifesto 

Palma de Sols ha cadenze quasi austere, rituali, concede pochissimo alle sensazioni epidermiche immediate, eppure sa catturare l'attenzione dell'ascoltatore e trattenerla dall'inizio alla fine. (...) Un'opera compiuta, destinata a durare Piercarlo Poggio, Blow Up 

Il virtuoso sardo di mandole, mandoloncelli e liuti firma il suo capolavoro. Un disco tematico sul viaggio e sul mare con un numero impressionante di ospiti. Uno scrigno di gioielli mediterranei Guido Festinese, Alias-Il manifesto

Un disco, anzi un raffinato “disco-libro” dalle atmosfere sognanti, consigliatissimo e in cui si riconferma la sensibilità compositiva di Palmas ovvero la capacità di abbracciare, in un unico sguardo, il proprio patrimonio musicale di provenienza, di com-prenderlo e interiorizzarlo per trarne frutti originali, inquadrandolo in un contesto di più ampio respiro, rintracciando fertili continuità tra tradizioni musicali differenti Nike Gagliardi, Succede oggi 

 Tutti di Palmas i dieci brani in scaletta, tra afrori popolari e raffinatezze squisitamente acustiche. Uno di quei dischi che rappacificano col proprio orecchio, così spesso offeso da sollecitazioni decisamente meno nobili Alberto Bazzurro, Musica Jazz   

Suggestivo e coinvolgente disco (...) Le ammalianti note di Mauro Palmas, distillate come sempre dai suoni magici dei suoi strumenti melodici e armonici (mandola, mandoloncello, liuto cantabile, mandoloncello fretless), vi appaiono (come al solito) incredibilmente limpide e luminose (come trasparente acqua di fonte), e però anche ombrose e scure (forse “bluesy” in questo senso), quindi sia ariosamente danzanti o saltellanti che intimamente riflessive, meditabonde, ma in ogni modo sempre avvolgenti e liricamente visionarie (probabilmente profetiche). (...) Una meraviglia Marco Maiocco, MusicheParole 

un album politico al di là del curioso gioco di parole tra titolo e autore. Il polistrumentista sardo, virtuoso della mandola, stretto collaboratore di Elena Ledda e tra i principali protagonisti della musica popolare italiana “contaminata” anche dal jazz, ha concepito il disco come un lungo racconto diviso in dieci tappe Fabio Francione, Il cittadino di Lodi

Come altri musicisti di quella seconda generazione del folk revival italiano, quella maturata negli anni settanta a contatto con il progressive rock, Mauro Palmas ha orientato la sua ricerca musicale nella direzione di un ampliamento delle possibilità espressive del suo strumento prediletto – la mandola. Palma de Sols è veramente la summa di un percorso artistico Jonathan Giustini, Radio Elettrica

Musica lirica e lussureggiante che ti porta in mare. Vecchie rotte di navigazione, disagi, destinazioni esotiche, civiltà diverse, arrivano tutte nel testo che è stato scritto appositamente per questo progetto che, con le sue musiche, ti trascina in un viaggio speciale. Un album magnifico Moors Magazine (Olanda) 

 Un sogno reso possibile dal virtuosismo di Mauro Palmas in cui una mandola e un liuto cantabile si possono fondere al suono di una cornamusa o di un flauto turco e creare onde sonore come onde di un grande mare incantatore Marco Valerio Sciarra, Magazzini Inesistenti

Palma de Sols si staglia oggi per bellezza, profondità e originalità fra i tanti progetti nati dall'esigenza di molti artisti di far riflettere, in musica, sul dramma delle migrazioni. (...) Un concept musicale colmo di spezie di mille epoche e culture, l'Iran, l'Irlanda, la musica sacra, il jazz. Spezie che nei brani l'artista innesta per gradi in modo meditato e con gusto, sino a creare una sorta di musica del mondo del 2020 Andrea Pedrinelli, Avvenire

 

 

 

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