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Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero  

contiene cd

2019, € 23 ,  formato 14x14, 116 pp, con 44 dipinti 

 presto in distribuzione, ora solo sul nostro sito

€23.00
€19.55

Per iniziativa di Sergio Secondiano Sacchi, trentanove artisti rendono omaggio a uno dei più originali cantautori italiani, Gianni Siviero, che in soli tre album, dal 1972 al 1976, ha dato vita a un’inconfondibile produzione poetica e musicale dove si intrecciano mirabilmente impegno civile, introspezione sentimentale e la fatica del vivere quotidiano in una realtà urbana come Milano.

Il suo album d’esordio, con gli arrangiamenti di Nicola Piovani, vince il Premio della Critica Discografica ed è molto apprezzato da Amilcare Rambaldi, presidente del Club Tenco, che lo volle alle prime tre edizioni della Rassegna della canzone d’autore. Negli altri due LP si accentuano i motivi di protesta e di denuncia sociale, parallelamente all’intensificarsi di un impegno politico in prima persona, attestato anche dalla collaborazione con Dario Fo e Franca Rame. Il ritiro dalla scena agli inizi degli anni Ottanta pone termine a una carriera per molti versi emblematica di una stagione culturale contrassegnata da un’insopprimibile urgenza di vita.

Quarantatré canzoni, molte delle quali inedite, commentate da altrettanti dipinti di Marco Nereo Rotelli e affidate ora alle voci e agli strumenti di alcuni vecchi compagni di strada, come Roberto Vecchioni, Mimmo LocasciulliErnesto Bassignano e Gualtiero Bertelli, e di artisti che, in quegli stessi anni, calcavano altri tipi di palcoscenico, come Gigliola Cinquetti,  Vittorio De Scalzi (New Trolls) e Roberto Brivio (I Gufi), e di altri artisti più giovani, rappresentativi di stili e sensibilità diverse, da Sergio Cammariere a Petra Magoni, da Massimo Priviero Peppe Voltarelli.

 Un'iniziativa editoriale realizzata d'intesa con Club Tenco e Cose di Amilcare    

siviero


Attivo fin dalla seconda metà degli anni Sessanta a Milano, Gianni Siviero ha pubblicato tre LP:  “Gianni Siviero” nel 1972, “Del carcere” nel 1975 e  “Il castello di maggio” nel 1976. Per quasi tutti gli anni ‘70 ha scelto di lavorare fuori dagli abituali canali commerciali e ha partecipato attivamente all'occupazione della Palazzina Liberty a Milano. Agli inizi degli anni Ottanta, a causa del mutato clima politico e culturale, si ritira dal mondo musicale ma continua a scrivere canzoni senza pubblicarle se non sul suo sito. 

 

 

 Rotelli

Pittore e scultore, Marco Nereo Rotelli persegue una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica che, definita da Harald Szeemann "un ampliamento del contesto artistico", è all'origine delle sue numerose collaborazioni con filosofi, musicisti, fotografi e registi.

 

La voce di Siviero suona tra le più fervide e ferventi dell`irripetibile stagione degli anni Settanta. Le sue ballate di militanza ontologica, prima ancora che politica, inserite in una Milano-simbolo di alienazione (lavorativa e sentimentale), si innestano a pieno titolo nel solco delle ballate esistenziali del primo  Claudio Lolli e del Francesco Guccini di Stanze di vita quotidiana. (...) Il doppio cd, ora. E`un doppio muscolare. Lo è per numero di brani (43) e significanze contenute. Un disco salutare (...) Il risultato è omogeneo e prossimo all’idea di canzone secondo Gianni Siviero, che è quello che più conta Mario Bonanno, Mescalina 

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