Home page Squilibri
Seguici su facebooktwittergoogleplusyoutube

Centolanza e gli splendidi

Il giorno, poi la notte 

contiene cd

2018, € 15 ,  formato 14x14, 48 pp, con 16 immagini a colori e in b/n

  

€15.00
€12.75

Il giorno, poi la notte di Alessandro Centolanza è un’opera prima alquanto anomala perché rivela subito la personalità di un artista maturo, con tanti suoni e tante vite alle spalle, centinaia di ore sui palchi e in studio, insomma “tanta strada nei suoi sandali”, per dirla con uno dei suoi autori preferiti.

Un’anomalia che riluce soprattutto dalle scelte musicali così distanti dalle mode del momento e di una incredibile e fascinosa alternanza di stili, a conferma di una formazione maturata soprattutto sul campo, tra New Orleans e Milano, suonando per ore in locali pieni di gente, tra avventori distratti, ballerini instancabili, fumo, alcool e tanta fatica.

Swing e ballate, manouche e jazz, valzer e atmosfere rock-blues si annodano così al suo racconto che, altra sorprendente anomalia, si leva lontano da ogni tentazione epica come da ogni deriva intimistica per cantare con grande ironia dubbi e malesseri di un popolo immaginario, perso in qualche periferia urbana tra “lavori ottusi e sguardi delusi”. Sognando sulle macerie di chi non sa o non osa sognare, si inventa così un alfabeto di emozioni per ridere di se stesso e del mondo e per tentare, con leggerezza, di sciogliere le pene che ognuno si porta dentro.

Con uno scritto di Alessio Lega 

  

centolanza

 

Musicista di formazione jazz manouche, Alessandro Centolanza è al suo esordio da solista   

 

 

 

"dal jazz manouche della Giornata infernale in apertura, sorretta da una fisarmonica e da un violino indiavolati (alla Diavolo rosso, per intenderci), e da L`amore tragico, dal testo ricco di sdrucciole e dalla situazione sdrucciolevole, fino a Son qui seduto, forse la più contiana del disco, a Aiuto aiuto, riflessioni filosofiche sotto il sole pomeridiano, sottolineate da un clarinetto che dialoga con la voce e con un coro soffuso, alla crepuscolare Una tua illusione, valzerino delicato e disilluso, alle sperimentali e notturne Un altro addio e la lunga suite Vorrei essere terrone, dal pianismo complesso e contemporaneo, vicino a certe atmosfere della musica di ricerca, (...), con una coda strumentale coinvolgente" Laura Bianchi, Mescalina 

Centolanza trova finalmente la sua forma canzone allineandosi sensibilmente al cantautorato italiano di una certa qualità ma sa completare i suoi testi poetici con le strutture musicali più svariate. (…) Tutto intriso da un’ironia sorniona che si aggira tra i versi, permettendo alle storie che racconta di non ammantarsi di un’epica esagerata, spogliandole di tragicità e rendendole episodi di tutti i giorni Marco Valerio Sciarra, Magazzini Inesistenti 

Alessandro Centolanza un tempo suonava a New Orleans. Ora rilascia questo disco scapigliato, fresco, arruffato e piacevolissimo. Il primo da 'cantautore'. Meglio accorgersene per tempo Guido Festinese, Alias-Il manifesto 

€15.00
€12.75

Usiamo i cookie per far funzionare al meglio il sito. Accettali se vuoi proseguire.