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Sylvie Genovese 

Corde migranti

2015, € 12

€12.00
€10.20

 

“Cammino con la chitarra in mano lungo disparate strade. E’ la chitarra a portarmi lontano, lasciandomi vivere numerose vite: sono argentina, francese, aurunca. Racconto, suono e canto tessendo legami tra queste identità diverse”. Così Sylvie Genovese presenta questo suo nuovo lavoro, costruito amorevolmente sulla sequenza di melodie struggenti e pensierose nelle quali quanti amano la musica francese non potranno non ritrovare quello stile classico immortalato dai grandi interpreti d’oltralpe ma, allo stesso tempo, le sfumature di senso e di suono di uno straordinario ‘altrove’, intessuto attorno a ritmi maghrebini, spagnoli e italiani.

Brani di Brassens, Leon Gieco e Atahualpa Ypanqui e inaspettate rivisitazioni di classici della tradizione italiana, alternandosi a brani di propria composizione, animano così un disegno di grande suggestione in cui è la memoria a delineare una sorta di mappa ideale dell’anima più profonda di una musicista ‘migrante’ per scelta e vocazione. La sua voce, calda e coinvolgente, sorretta dalle singolari abilità di una chitarrista di grande levatura, suggeriscono, alla mente e al cuore di chi ascolta, un grido di rivolta e di denuncia che, evitando ogni enfasi, si prospetta come sommesso ma, allo stesso tempo, irremovibile e insormontabile: siamo tutti migranti, tutti allo stesso modo feriti dalle ingiustizie della storia, dalle peripezie della vita. 

"Je marche, la guitare à la main, le long des routes diverses . C'est la guitare qui me porte loin, me laissant vivre de nombreuses vies: je suis argentine, française, Aurunca; je raconte, je joue, je chante, tissant des liens entre ces identités différentes". Ainsi, Sylvie Génovèse présente son nouveau travail construit amoureusement sur des séquences de mélodies prenantes et pensives dans lesquelles tous ceux qui aiment la musique française pourront retrouver ce style classique immortel des grands interprètes transalpins, mais en même temps, les nuances de sensation et de son d'un extraordinaire 'ailleurs', tissé autour de rythmes maghrébins, espagnols et italiens. 

Morceaux de Brassens, de Leon Gieco et d' Atahualpa Yupanqui et les adaptations inattendues des classiques de la tradition italienne, alternant avec des morceaux de sa propre composition, animent ainsi un dessin d'une grande suggestion dans laquelle la mémoire délimite une sorte de carte idéale de l'âme, plus profonde, d'une musicienne migrante par choix et par vocation. 

Sa voix chaude et fascinante, soutenue par l'habileté singulière d'une guitariste d'un haut niveau, suggère à la pensée et au coeur de l'auditeur, un cri de révolte et de dénonciation, qui évitant toute emphase, se présente comme étouffé, mais en même temps, inébranlable et insurmontable: Nous sommes tous des migrants, et tous de la même manière, blessés par les injustices de l'histoire, par les péripéties de la vie.

Ascolta il brano Cos'è

 

genovese

 

 A prescindere da quanto si è vissuto/ è bene che il curriculum sia breve. (…) Scrivi come se non parlassi mai con te stesso/ e ti evitassi./ Sorvola su cani, gatti e uccelli,/ cianfrusaglie del passato, amici e sogni Wislawa Szymborska

 

Non si può dire esattamente a quale mondo musicale appartenga ma allo stesso tempo la sua inafferrabilità ha un che di squisito. Forse è la musica di una chitarrista che si racconta? Certamente la chitarra ha una grande presenza, una chitarra colta, ricca che va dal folklore brasiliano ai compositori classici alle tarantelle meridionali italiane. Questi accompagnamenti di Sylvie Genovese non sono accompagnamenti, sono la composizione stessa, unita in modo indissolubile alla voce, e c'è un garbo, un dissolversi della voce nella chitarra che è forse la parte più commovente di questa artista così fuori dall'ordinario Giovanna Marini

Sylvie Genovese  remonte le temps et fait corps avec sa guitare pour défendre intensément la liberté, la mémoire, la poésie et l'amour. Une guitare qui  vibre et fait vibrer. (…) De formation classique “un peu pirate” dit-elle, elle a redonné ses lettres de noblesse à l'instrument. Qui, issu de l'arbre, de la branche, conserve la mémoire infinie du chant des oiseaux et sait transmettre au mieux les sentiments humains. Catherine Fiaux

Insegna chitarra che padroneggia sapientemente, ma dalla sua ha anche una splendida e amara voce di contralto venata di rudezza, un gioiello educato che può affrontare Brassens e Atahualpa  Ypanqui, spaziare dal francese allo spagnolo all'italiano, sempre nel segno della memoria. Corde migranti è il suo nuovo, ottimo, disco, titolo che più programmatico non poteva essere considerato anche il momento storico Guido Festinese Alias-Il Manifesto

Un disco d'esordio che sembra piuttosto il raccolto maturo di una vita intera: un disco che potrebbe avere un secolo come un giorno, intriso di cultura popolare al punto di lasciar scomparire l'idea stessa di cultura a favore di un semplice e assoluto 'essere'. Sulle corde vibranti di Sylvie (eccellente strumentista, depositaria della tradizione di più di un mondo) si intrecciano con nuda naturalezza melodie e ritmi francesi, spagnoli, napoletani e maghrebini (... ) un esperanto frutto del meraviglioso laboratorio a cielo aperto della Terra Alessandro Hellmann, Rockerilla 

Un'altra Signora delle note e del canto che è colonna portante della Scuola di Testaccio è Sylvie Genovese, magnifica apolide dotata di un tocco “classico” sulla sei corde che sa diventare all'evenienza anche arpeggio popolare, furore appassionato, nudo accompagnamento a completare una voce tanto bella quanto screziata di angoli amari, forse un tratto di fascino in più. Guido Festinese Il giornale della musica  

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