Home page Squilibri
Seguici su facebooktwitteryoutube
Novità: spedizione standard per l'Italia gratis!
  • Nicola Scaldaferri, Stefano Vaja, Nel paese dei cupa cupa

    Nicola Scaldaferri, Stefano Vaja, Nel paese dei cupa cupa

    Suoni e immagini della tradizione lucana

    Leggi tutto

Martedì, 25 Gennaio 2022

Riti di fine o inizio anno

zampognaro

 

 Se li abbiamo un po’ trascurati, questi riti di fine anno, è solo per ragioni del tutto contingenti. Nulla in particolare contro il 2021 che non è stato certo avaro di soddisfazioni con due Targhe Tenco (Peppe Voltarelli miglior interprete e i Fratelli Mancuso miglior album in dialetto), primo e secondo posto al Premio Loano (ancora i Fratelli Mancuso e la NCCP-Nuova Compagnia di Canto Popolare), il podio di Canio Loguercio nella Targa come miglior canzone e le numerose e belle recensioni che hanno accompagnato le nostre uscite, da Piero Brega a Valentino Santagati, da Alessandro D’Alessandro a Erica Boschiero (e senza tralasciare i volumi di musiche di tradizione orale che costituiscono ancora oggi la nostra principale vocazione). Consensi che sono proseguiti con la segnalazione di alcuni dei nostri dischi tra i più belli e interessanti dell’anno: grazie, dunque, a Guido Giazzi, Marco Boccitto, Ugo Coccia, Salvatore Esposito ed Elisabetta Malantrucco, per Planetario di Peppe Voltarelli, a Gianni Gardon, per Respira di Erica Boschiero, a Salvatore Esposito ed Alessio Surian, per Canzoni di Alessandro D’Alessandro, e a Fabio Francione, per Manzamà dei Fratelli Mancuso, disco evidentemente senza tempo.

Un limite dei riti di fine anno è quello di dare l’impressione di voler consegnare un’opera al passato, il che non corrisponde certo alle nostre intenzioni, come testimoniato anche dalle nostre “ristampe” tra cui anche Palma de Sols di Mauro Palmas e a cui seguirà presto quella di Planetario di Peppe Voltarelli e, a breve, anche di Canzoni di Alessandro D’Alessandro e di Respira di Erica Boschiero. Oltre alle ristampe (termine sempre più desueto in ambito discografico …), anche la ripresa delle attività dal vivo, nella seconda parte del 2021, ha contribuito a restituirci appieno il senso più profondo del nostro agire che a dire il vero avevamo un po’ smarrito: il poliedrico Festival dell’appartenenza in Calabria, la rassegna all’Auditorium, Di canti e di storie, la terza edizione di Canzoniere, la poesia torna in scena, per impulso del solito Lello Voce e, sia pure come ospiti, l’ultima, ricca, edizione del Premio Tenco.

Al giro di boa del primo semestre, in effetti, siamo arrivati alquanto disorientati, incerti persino se continuare o mollare: nessuna nuova uscita, in senso stretto, per la seconda parte dell’anno, a parte la splendida cartellina dei disegni di Sergio Staino sull’anarchia (è anche una mostra itinerante con altri appuntamenti in vista) e il varo di una bellissima rivista, Awand, brillantemente diretta da Antonio Cornacchia (occhio che è in uscita il secondo numero). Abbiamo molto da recuperare, dunque, nel corso di questo nuovo anno: con l’augurio che suoni come una promessa più che come una minaccia.

PS: E oltre a musicisti, artisti e autori per la fiducia che ci hanno accordato e a critici e giornalisti per la benevolenza con cui guardano alle nostre creature, un grazie di cuore a quanti a diverso titolo hanno contribuito alla realizzazione dei nostri progetti tra cui Daisy Jacuzzi, Anna Corcione, Chiara Rapaccini, Beppe Stasi Daniele Caldarini, Sergio Secondiano Sacchi, Aldo Giordano e la squadra della 802 Records, Elena Salvatorelli, Chiara Giorgi, Roberto Molteni, Donatella Novellis, Tiziano Caudullo e Flavio Severini. E un grato ricordo alla memoria di Corrado