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Otello Profazio

 

È strano come una voce, accompagnata dalla sola chitarra, possa tenere avvinta una piazza o un teatro a una narrazione che si sviluppa secondo moduli imprevedibili, a un canto che si dispiega lungo le potenti direttrici di una tradizione popolare viva, frequentata a lungo e assimilata fino ad annullare i confini tra riproposta e rielaborazione: succede con Otello Profazio che, moderno cantastorie capace di coniugare impegno ed ironia, ormai da cinquant’anni incanta il pubblico con una proposta musicale che è anche un viaggio nella memoria sonora del meridione. La fantasia visionaria delle storie e leggende del Sud, la grande poesia civile di Ignazio Buttitta, il fatalismo di contadini e emigranti puntualmente traditi dalla storia, le gesta eroiche dei Paladini di Francia e quelle non meno avvincenti dell’ultimo dei briganti, Beppe Musolino, la religiosità calda e intrisa di commozione umana della sensibilità popolare e, ancora, canti erotici che, da Amuru e Pilu fino al Filo di seta, mostrano le due facce dell’amore, visto “dall’alto e dal basso”.

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Temi di grande impegno civile, come Il treno del sole, sulla tragedia di Marcinelle, o Lamentu per la morte di Turiddu Carnevali, sull’uccisione del sindacalista siciliano, si alternano a motivi apparentemente più scanzonati e “sollazzevoli”, come Lu cunigliu e La bampa de lu focu, in cui si celebra giocosamente la carnalità di un sentimento amoroso che non conosce pudori e tristezze: all’evocazione dei motivi più caldi della sensibilità popolare prefazio aggiunge l’abilità di un prolungato mestiere, il virtuosismo del musicista esperto e dell’interprete ferrato.

 

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Autentico affabulatore, capace di incantare e trascinare, divertire e commuovere, Profazio non si limita a riproporre una sequela, sempre diversa e sapientemente calibrata, di brani e canti divenuti comunque dei classici perché entrati a pieno titolo nella memoria collettiva, da La vigna a Qua si campa d’aria. Ogni brano, del suo sterminato repertorio, in un continuo cortocircuito tra passato e presente, memoria e proiezione in avanti, è occasione per un fitto e animato dialogo con il pubblico che, ritmato al suono di tarantelle e ballate, segue, ascolta, si entusiasma, fino a lasciarsi coinvolgere nella danza come nemmeno nel più scatenato dei rave party.

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Vedi anche "Otello Profazio" Libro