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Da una parte il capostipite dei cantastorie, l’antesignano del folk revival in Italia e autore di brani ormai classici della musica di ispirazione popolare; dall’altra il geniale folletto della scena musicale italiana, votato a una continua altalena tra generi e lingue diverse, tra Mediterraneo e Sud America: una miscela esplosiva, dagli esiti imprevedibili, cadenzata dalle intriganti riletture in chiave jazz, rock e reggae di brani ormai classici del repertorio di Otello.
Esecutore, compositore e ricercatore, Otello Profazio ha iniziato la sua attività nei primi anni sessanta, segnando con un’impronta inconfondibile un repertorio in parte attinto dalla tradizione orale dei cantastorie, in parte reperito da lui stesso in una quarantennale ricerca sul campo, estesa a tutto il territorio regionale. Direttore di una prestigiosa collana discografica per la Fonit Cetra, che ha visto l’esordio di autori come Matteo Salvatore e Franco Trincale, conduttore di numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, Profazio è riuscito a dare voce ai bisogni e aspettative delle comunità meridionali.
Alla musica popolare ha da sempre rivolto un’attenzione particolare anche Daniele Sepe, unanimemente celebrato come uno tra gli autori più innovativi della scena musicale italiana, talmente bizzarro nelle sue funamboliche creazioni da sconcertare chiunque non sia mosso dalla stessa inclinazione a combinare generi e tradizioni, a varcare steccati e confini per affermare l’universalità della buona musica.
Il concerto è anche un omaggio che un appassionato figlio delle tradizioni mediterranee rende a uno dei suoi rappresentanti più autorevoli in modo da attestare la persistente vitalità di una produzione musicale in continuo movimento, capace di evolversi con il mutare dei tempi e di parlare ancora al cuore della sensibilità contemporanea.
Vedi anche "Otello Profazio" Libro
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