In Calabria la capra che suona è la zampogna, strumento emblematico di una tradizione musicale tramandata oralmente e tuttora praticata da numerosi musicisti popolari, depositari di un patrimonio di canti e suoni eseguiti nel ciclico avvicendarsi degli eventi. A questa tradizione che travalica l’ambito strettamente musicale per investire un sistema culturale imperniato su pratiche di vita, comportamenti sociali e forme di devozione religiosa, è dedicato il volume che passa in rassegna gli elementi costitutivi della musica popolare calabrese, dalle modalità di canto alle formazioni strumentali, e ci svela i codici formali ed espressivi di un’originalissima produzione culturale.
Forme di canto distribuite in una pluralità di stili locali, strumenti mutuati dal mondo del lavoro, derivati da oggetti di uso quotidiano, “inventati” dall’ingegno popolare o prodotti da una secolare tradizione artigianale, indicano la complessità di una tradizione musicale dotata anche di un suo specifico repertorio, basato prevalentemente su tarantella, pastorale e canzone.
Lungo un percorso di 140 fotografie e di 30 brani originali, il lettore è proiettato in mezzo a voci, suoni e volti “fermati” su nastro magnetico e su pellicola in un’appassionata ricerca sul campo, condotta dal 1977 al 1997, nel segno di prestigiose ascendenze culturali quali Diego Carpitella e Roberto De Simone, rispettivamente maestro e costante punto di riferimento dei due autori.
Una panoramica sulla musica calabrese, la più ricca del Sud e forse la più incorrotta. Descrizione degli stili, gli strumenti, le forme, un ricco repertorio di fotografie e registrazioni originali: un lavoro prezioso e durissimo, che ha fruttato serenate, tarantelle sfrenate e rituali dedicati alle Madonne. Bruno Giurato, Il foglio
Un volume pregevole che … alla trattazione sintetica ma puntuale del sistema musicale fa seguire un ponderoso percorso fotografico, … centrale nell’indagine etnografica, e brani originali registrati sul campo Ciro de Rosa, World Music Magazine
Uno splendido volume arricchito dalla preziosa prefazione di Roberto de Simone, un lavoro straordinario di ricostruzione delle forme delle strutture musicali senza prescindere dalle abitudini e comportamenti delle comunità calabresi Stefano Starace, L’isola che non c’era
Nel complesso il lavoro consente un approccio al folklore musicale calabrese rigoroso ma non pedante, arricchito da continui riferimenti incrociati tra brani musicali e foto, realizzate negli stessi contesti di registrazione. Daniele Sestili, I Fiati
Antropologo e musicista, virtuoso di chitarra battente e zampogna, Antonello Ricci insegna all’università “La Sapienza” di Roma e ha elaborato una propria proposta musicale con gli Xicrò. Si occupa di questioni antropologiche, relative ad aspetti visivi e museografici della musica e dell’ascolto. Etnomusicologa e etno-organologa, Roberta Tucci lavora presso il Centro Regionale di Documentazione della Regione Lazio. Ha effettuato ricerche sul campo in diverse regioni dell’Italia centro-meridionale. Ha insegnato Storia degli strumenti musicali presso il DAMS dell’Università della Calabria.