Un corposo quanto dettagliatissimo saggio sui canti e i riti popolari della tradizione umbra (...) un excursus estremamente esaustivo di tutti i generi praticati in Umbria, dal canto lirico-monostrofico all'ottava rima Anna Lia Sabelli Fioretti, Corriere dell'Umbria
ben 4 cd offrono un panorama stupefacente della musica popolare umbra con 95 pezzi e oltre 4 ore di registrazioni (...) C'è un'autonomia nei canti di tradizione, come ovviamente c'è ovunque in Italia e in Europa, ma qui ha una sua peculiarità anche in rapporto a personaggi e cantori straordinari Michele Fumagallo, Alias/Il manifesto
Non è soltanto una strepitosa operazione di archeologia della memoria ma un autentico viaggio nella tradizione popolare, alla ricerca delle sue dinamiche, dei cambiamentio o delle conferme presenti al suo interno. Tutto questo (...) in un poderoso volume con 4 cd allegati in cofanetto (...) per un'opera senza precedenti Sofia Coletti, La nazione
Come si cantava la terra in Umbria. Voci soliste, cori, fisarmoniche, fanciulle da maritare, emigranti, la guerra, la fame, la mietitura.. un lavoro imponente, in un libro ricco di foto e storie. Notevole, purché amiate il genere Stefano Miliani, L'Unità
imponente (...) il lavoro di sistemazione organica del materiale raccolto negli anni Settanta (...), testo corredato da splendide fotografie,(...) e un'introduzione di Alessandro Portelli al solito folgorante nel mettere in chiaro i rapporti tutt'altro che semplici tra repertori folk e modernità, tra supposta "neutralità" del ricercatore e persone "vive", non musei della memoria. L'autore molto insiste sulla dinamicitià di questi repertori (...),il fertile attrito tra canto contadino e nuove esigenze di comunicazione, di lotta, di socialità di una nuova nuova classe operaia fatta di contadini inurbati: che reimpara a usare l'antica arma dell'ottava rima per discutere, ad esempio, di compromesso storico. Guido Festinese, Alias/il manifesto
Un lavoro enorme, realizzato con cura, girando per piccoli paesi, frazioni e campagne alla scoperta di un tempo in cui la musica era un mezzo di espressione della cultura contadina. Stornelli, serenate, pasquelle e badelle per affrontare temi d'amore, religiosi e politici, lotte di operai e braccianti. La cultura orale torna a prendere vita e mostra uno spaccato vivo della realtà di quegli anni, componendo un puzzle antropologico sofisticato e pregno di sostanza. Pierpaolo De Lauro, Left
Sono il frutto di un attento lavoro di ricerca e dialogo e meritano numerosi ri-ascolti i 95 brani (....) Le pagine del libro e le note delle musiche disegnano una fitta trama di feste e generi musicali diversi(...) con testimonianze di Americo Matteucci, Trento Pitotti, Pompilio Pileri, Villalba Grimani, Francesca Albanesi, Dante Bartolini cui hanno attinto ieri come oggi gruppi come il Canzoniere del Lazio, Almamegretta e Piero Brega Alessio Surian, Carta
Ciò che colpisce di questo imponente scritto non è solo l'organicità della sistemazione dei materiali, ma l'approccio dinamista che sa leggere i cambiamenti nella tradizione orale contadina nel suo rapportarsi con le culture urbane e le istanze sociali e politiche, la capacità di Paparelli di relazionarsi con gli informatori, incontrando gli intervistati e rispettandoli come persone - seguendo l'insegnamento di Gianni Bosio - non solo come portatori di beni immateriali dal valore inestimabile. Stornelli a serenata, ballate, canti in ottava rima, canti del lavoro, ninna-nanne, canti sociali, pratiche canore e processionali rituali (tra cui Pasquelle, Passioni, Miserere, Maggi, Sega la vecchia), danze in cui primeggia l'organetto a 2 e 8 bassi, rappresentano un corpus eccezionale, interpretato da insigni testimoni. Ciro De Rosa, BlogFolk

Valentino Paparelli Allievo e poi collaboratore di Tullio Seppilli, ha all'attivo numerose pubblicazioni sulla musica e l'espressività popolare. Con Sandro Portelli ha pubblicato La Valnerina ternana. Un'esperienza di ricerca-intervento.