Nelle odierne società dell'Asia orientale (Cina e Taiwan, le due Coree e Giappone) le musiche tradizionali, emergendo come potenti icone identitarie, interagiscono con altre realtà musicali, come la popular music o la musica "classica" di scuola occidentale, secondo i processi di globalizzazione dagli esiti in gran parte ancora da definire in questa vasta area dove vive quasi un quarto della popolazione mondiale.
La ricostruzione di tradizioni musicali del tutto peculiari, attraverso l'individuazione dei loro elementi costitutivi (repertori, strumenti e stili musicali) nei rispettivi contesti storici, politici e culturali di appartenenza, si accompagna a una densa riflessione teorica e metodologica attorno ai risultati più significativi raggiunti dalla critica, tanto occidentale quanto indigena.
Con un ricco apparato iconografico e, nel CD allegato, un'antologia dei generi più rappresentativi, il volume costituisce una fondamentale introduzione alle musiche dell'Est Asia che si configura come uno dei laboratori più interessanti in merito al più generale rapporto tra tradizione e contemporaneità.
Sono pochi gli studi in Italia sulla musica tradizionale orientale e quello di Sestili è uno dei migliori: la musica di Cina, Giappone, le Coree, Taiwan, con dovizia di particolari e passione Ernesto Assante, La repubblica
(un libro) che è davvero uno spartiacque anche per le prossime indagini sull'argomento. Lo è per per la ricchezza di proposte e per l'analisi puntuale che ci apre a una visione nuova di questi mondi, spesso troppo chiusi nell'approccio ultimo degli occidentali. Michele Fumagallo, Alias
Sestili quindi indaga le tradizioni musicali dei singoli Paesi senza però perdere di vista il quadro complessivo dell'area (...). Non mancano inoltre cenni alle musiche delle minoranze etniche le quali, numerose in particolare in un Paese vasto come la Cina, costituiscono parte integrante del panorama musicale locale, accanto alle musiche d'arte. Fabrizio Giuffrida, Mondomix
L'ouvrage tout entier révèle une sensibilité très vive à la dimension historique et au contexte politique des musiques étudiées. (...) l'auteur met en garde contre les dangers de l'ethnocentrisme. Il appelle de ses vœux un échange plus intense entre l'ethnomusicologie européenne et la communauté scientifique d'Asie, (...) "deux approches partielles mais complémentaires du même phénomène musical". (...) Fait rare, cet ouvrage est agrémenté d'un ensemble de plus de soixante photographies en couleur (....). Le superbe CD qui accompagne ce livre témoigne du goût musical raffiné de son compilateur. Il nous invite à un parcours plein de découvertes. Plusieurs enregistrements sont, en effet, des inédits, comme les six plages consacrées à la Corée, par exemple, toutes d'une grande beauté.Georges Goormaghtigh, Cahiers d'ethnomusicologie
è proprio lo sguardo sulla contemporaneità a caratterizzare in modo univoco il volume, a farne uno strumento e una fonte autorevole rivolta tanto a orientalisti, antropologi, musicologi ed etnomusicologi, quanto agli studenti universitari che si formano nel campo degli studi orientali (...) il frutto di un lavoro serio, approfondito e minuzioso, da parte di uno specialista che è riuscito a coniugare con il giusto equilibrio rigore scientifico ed esigenze divulgative, offrendo un quadro dinamico della materia e affrontando la complessità senza scorciatoie.Roberta Tucci, Voci, in uscita
Corredato con un Cd (durata complessiva 75 minuti) comprendente brani esemplificativi, oltre che con una ricca documentazione fotografica e un prezioso glossario ad uso dei non specialisti dell’argomento, il volume permette ll’appassionato italiano di musica etnica di scoprire scenari finora poco esplorati, meritevoli di essere conosciuti più a fondo.Mario De Luigi, Musica e Dischi
Daniele Sestili insegna Etnomusicologia dell'Asia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Da oltre vent'anni rivolge i suoi interessi di ricerca all'Asia orientale, in particolare al Giappone, e ha all'attivo numerose pubblicazioni.