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Musica arbëreshe in Calabria
arbereche-calabria contiene_2cd Le registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto de Martino (1954), a cura di A. Ricci e R. Tucci, (II ed.), 2006, € 25.
(f.to 14x19, pp. 220, 37 fotografie in b/n)
 
Ascolta il brano Hënëza e kësaj vanele
 

Dal 15 al 23 aprile del 1954 Diego Carpitella ed Ernesto de Martino condussero una campagna di rilevamenti sonori presso alcune comunità albanesi della Calabria e della Basilicata, confluiti nella Raccolta 22 del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare, oggi Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In Calabria la ricerca interessò i comuni di Pallagorio, Carfizzi, San Nicola dell’Alto, San Demetrio Corone, Macchia Albanese, Frascineto, Lungro e Castroregio documentando, attraverso interpreti con una piena padronanza dei materiali musicali e una cifra stilistica di particolare pregio, repertori connessi al ciclo della vita e alla ritualità dell’anno in cui si ritrovano motivi epici originari dell’Albania: fra gli altri, un nucleo di canti di nozze accompagnati da una danza circolare o a serpentina (vallja), assente nel resto dell’Italia continentale, e un pregevole corpus di canti lirici basati su meccanismi di improvvisazione e abbinati a una poetica del tutto originale (vjershet). Una documentazione, in larghissima parte inedita e imprescindibile per la conoscenza del patrimonio musicale arbëresh della Calabria, nei due CD allegati al volume, con introduzione critica, i testi poetici con traduzione, due scritti di Carpitella e de Martino e un significativo corredo fotografico.
  estratto acquista   



Ancora un titolo prezioso per chi vuole conoscere il passato prossimo delle musiche di tradizione della penisola. … La magnifica resa sonora rappresenta un altro caso di “salvataggio culturale” che dovrebbe servire da esempio
Guido Festinese, World Music Magazine

L’opera di ricercatori come De Martino e Carpitella, che in quegli anni girarono la Penisola registrando dalla viva voce del popolo i canti dei padri, resta una delle intraprese più meritorie e insigni che la storia culturale del nostro Novecento possa annoverare. Così come meritorio è l’impegno di chi oggi ci consente di ascoltare e conservare nelle nostre case brandelli delle nostre radici
Gabriele Ferraris, La Stampa

antonello-ricci-2 Antropologo e musicista, virtuoso di chitarra battente e zampogna, Antonello Ricci insegna all’università “La Sapienza” di Roma e ha elaborato una propria proposta musicale con gli Xicrò. Si occupa di questioni antropologiche, relative ad aspetti visivi e museografici della musica e dell’ascolto.


 

tucci  

Etnomusicologia ed etno-organologa, Roberta Tucci lavora presso il Centro Regionale di Documentazione della Regione Lazio. Ha effettuato ricerche sul campo in diverse regioni dell'Italia centro-meridionale. Ha insegnato Storia degli strumenti musicali presso il DAMS dell'Università della Calabria.